La vera ricetta della piadina romagnola

Ok, non è più un mistero. Grazie a fortunate congiunzioni astrali sono finalmente andato a vivere per i cavoli miei. Questo sta comportando tutta una serie di conseguenze si cui l’universo si pentirà a breve. Ad esempio dopo essere stato per circa un mese il migliore amico del tonno, e dopo aver scoperto che la mozzarella è mia sorella, ho finalmente deciso di darmi alla cucina. Da oggi inoltre potrete seguire i miei progressi culinari (e vi assicuro che non può che trattarsi di progressi), nell’apposita rubrica peraTavola.
Non credo che parlerò dei primi esperimenti, tra i quali si annoverano le polpette avvolte nella pancetta affumicata, i grissini (mio cavallo di battaglia), la zuppa di lenticchie-cipolla-salsiccia, i crostini misti, e una frittata talmente schifosa che non l’avrebbe mangiata neanche il gatto.
Piuttosto partirei con una bella polemica di cui si può certamente fare a meno, perché sono finalmente approdato al povero pane dei ricchi, altrimenti conosciuto come pane ricco dei poveri: sua maestà la piadina.
In che curva vanno le svedesi?
Il 18 novembre 2009 lo Stadio Manuzzi di Cesena ospiterà la nazionale per una sfida amichevole contro la Svezia. E sticazzi… direte voi. E ci avete pure ragione. Però il mio fratellino ci vuole andare. Simone gioca a rugby ma ancora è parzialmente risucchiato dal vortice della passione calcistica che attrae praticamente ogni singolo teenager italiano. E chi lo accompagna allo stadio? I suoi fratelloni, chiaro..
Avessi avuto io un fratellone che mi portasse a vedere Gullit quando il Cesena fece la sua breve sortita in serie A tanti anni fa. E adesso oltre al danno di non aver visto il mio mito calcistico infantile, ho anche la beffa di accompagnare il mio fratellino a vedere Camoranesi. Ma poco importa, sono contento che un domani mio fratello, che si fa beffe di Camoranesi quanto me, possa ricordare di quando è riuscito a vedere la nazionale italiana. Visto che ci tiene tanto..
Pierpaolo Pasolini: 2 novembre 1975
Quasi 35 anni dopo. Non è cambiato niente: ancora corsari su fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca.
Contro l’influenza suina, il maiale in curva!
Chi mi conosce può confermare che la qualità del mio maiale in curva è assolutamente sublime. Se trovo una webcam negli anfratti della mia soffitta (bella questa specie di allitterazione.. nevvero?), vi posterò un esempio di come si fa il perfetto maiale in curva.
Nel frattempo sappiate che l’esercizio del maiale in curva è l’unico vaccino certificato contro l’influenza suina. Sicuramente la sua validità scientifica è esattamente alla pari con quella di qualsiasi vaccino antisuina.
E’ molto semplice. Come insegna il video qui sopra, dovete trovare un rettilineo sufficientemente lungo per raggiungere a piedi la velocità di circa 15 chilometri orari (lo so è una bella velocità ma se volete salvare la cotenna vi conviene impegnarvi). Il rettilineo deve concludersi con una curva a gomito, meglio se parabolica per permettervi di eseguire l’esercizio del maiale in curva con la massima concentrazione e in tutta sicurezza, senza preoccuparvi di finire schiantati nel guard-rail. Al culmine dell’accellerazione svolterete bruscamente ed eseguirete il maiale i curva rivolti verso destra se la curva è a sinistra, e verso sinistra se la curva è a destra. In entrambi i casi l’esercizio va prolungato per tutta la durata della curva. In questo modo i germi della suina usciranno dal vostro corpo ad una velocità e con una angolazione sufficienti a non rientrarvi più. Probabilmente entreranno in bocca a qualcun altro, ma questo è fatale: del maiale non si butta via niente, nemmeno l’influenza.
L’esercizio può essere eseguito anche in gruppo con un’automobile, o in comitiva con un autobus. Occorre sempre un rettilineo e una curva a gomito. La velocità da raggiungere in questo caso è di massimo 30 chilometri orari. Se provate ad andare più forte i germi della suina potrebbero ritornarvi in faccia e non sarebbe un gran bel respirare. Per il resto occorre un pilota sano sotto vuoto, o insaccato, che mantenga il sangue freddo e non sbandi nel momento di esecuzione dell’esercizio.
Provare per credere. Spero proprio di vedere tanti giovani che ritornando dalla discoteca affronteranno le curve espellendo germi di suina grugnendo dal finestrino. Sarebbe un bel giorno per la scienza.
La vergogna coi baffi
Quello che sta avvenendo in questo tragico momento per la libertà in Italia, è straordinariamente vergognoso. Leggendo dei trans e di Marrazzo, del Lodo Alfano e dei processi del Deficiente del Consiglio, di D’Alema e della sua candidatura a Ministro degli Esteri UE, è legittimo avere l’impressione che si tratti di scandali a compartimenti stagni.
E’ sensato considerarli tutti scandali, e comprensibile la difficoltà a vederli collegati.
Scandalo che si possa aggredire una qualsiasi persona in un appartamento mentre scopa, scandalo che ci siano Ministri della Giustizia che promuovono la tesi del “difenderne quattro per difendere tutti”, senza che nessuno metta in evidenza come la giustizia non possa fare differenze se vuole chiamarsi tale, infine scandaloso che un cerebroleso come D’Alema esca così palesemente allo scoperto nel suo doppiogioco ormai palese quanto il conflitto d’interessi di Berlusconi.
D’Alema è la stessa persona che al pari del Puffo Impostore 4 anni fa partecipò ai giochetti per la scalata all’Antonveneta per la quale pagarono (??) solo Ricucci, Fazio, lo stesso Consorte e altri pesci piccoli. D’Alema è la vergogna coi baffi che ebbe l’alzata di ingegno di avvisare Consorte sul suo stato di sorvegliato telefonico….. TELEFONANDOGLI!!!! O è scemo o sa qualcosa che noi non sappiamo. In nessuno dei due casi mi pare un soggetto adatto a diventare il Ministro degli Esteri di un luogo più grande della tazza del cesso.
I giornalisti, ammucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione, giocano a chi dice la verità più vera quando potrebbero fare un’operazione molto più rapida, di gran lunga più onesta, e finalmente coraggiosa: denunciare una buona volta l’intreccio di ricatti che tiene in piedi questo sistema clinicamente bipolare, nel senso che è affetto da bipolarismo e cambia umore e colore senza cambiare sostanza a prescindere dall’avvicendamento delle classi politiche in Parlamento.
D’Alema perché ti affretti a dire che non c’è inciucio con Berlusconi? Non ti fai un po’ schifo? A me si, fai tantissimo schifo. E visto che Bersani è il tuo Alfano ci sarà da ridere con la rinascita del PD.
Anche in questo caso.. neanche a farlo apposta, ho trovato in Teledurruti un sostegno della mia tesi. Non basta, ma aiuta.
La verità sul caso Marrazzo
Definire la vicenda Marrazzo una storia del cazzo è perfino tautologico. Figuriamoci se con l’ennesimo reato di Berlusca, la corruzione del giudice Mills che cadrà in prescrizione a febbraio 2010 possiamo permetterci queste distrazioni. E invece no, l’Italia e gli italiani continuano a giocare al trenino: Brenda incula Marrazzo, noi guardiamo, e Puffo Impostore ci inchiappetta uno ad uno.
Peccato che non ci siano carabinieri a riprenderci, magari finalmente qualcuno potrebbe ricattarci e allora magari proveremmo un po’ di vergogna e penseremmo a farci i cazzi nostri invece di fare i voyeur da tubo catodico…
Già i carabinieri. Perché in tutta questa storia l’unico a cui viene fatto il mazzo è Marrazzo e a nessun pazzo dice che dei 4 carabinieri estorsori non si sa un cazzo? Dobbiamo forse pensare male?
Io adesso non ho tempo da perdere dietro questa faccenda ma butto là un pronostico. Tra 10 anni, forse più, forse meno, si scoprirà che i carabinieri erano a loro volta ricattabili per chissà quale reato. Qualcuno ha proposto loro di pizzicare Marrazzo in cambio di uno sconto della pena, e questi non se lo son fatti ripetere due volte.
Fortuna che c’è Teledurruti che sostiene la mia ipotesi. E speriamo che finalmente venga fatta chiarezza anche sul mandante di tutto questo ennesimo inutile bordello. Con tutto il rispetto per i bordelli veri.
Questa non è una recensione seria
Mi trovo, mio malgrado, a riprendere in mano tastiera e mouse per tornare a scrivere una recensione su questo mio maltrattato blog. Gli ultimi mesi si sono rivelati pieni di novità: ho abbandonato la vita virtuale quasi completamente cancellandomi da FacciaLibro, e mi sono slurpato una bella botta di real life che mi ha fatto decisamente bene.
Certo, non sempre nella real life si fanno incontri graditi. Capita ad esempio di imbattersi nella Celletti mentre va in palestra, di doversi sorbire il sindaco in conferenza stampa ecc.. ecc.. ecc.. E come se non bastasse capita di incontrare vere piattole da corsa come la batterista dei Talisman Stone.
LuCe, al secolo Lucia Centovetrine, è la colpevole della recensione che vi toccherà leggere, se vorrete.
Le elezioni a Cesena
Il grande Giorgio Gaber l’ha descritto come meglio non si potrebbe. Il giorno delle elezioni. E Cesena è una specie di prototipo di questo grande giorno.
Io voglio partecipare sostenendo a modo mio i due principali candidati a piazzare le chiappe sulle poltrone di palazzo Albornoz: Macori e Lucchi sperando che stiano comodi e non si stanchino troppo.
6 aprile 2009

Shibboleth, Doris Salcedo
6 aprile 2009
Ha strisciato sotto il petto come un timore
Ha bussato alle porte come un presagio
Ha avvisato per tempo come una crisiHa strappato i muri come una decisione
Ha squarciato i soffitti come un pugno
Ha stravolto il tempo come un’ideaHa graffiato la pelle come il ghiaccio
Ha bruciato i fiori come il freddo
Ha covato il grano come la neveHa interrotto la festa come un dubbio
Ha sussurrato consigli come un amico
Ha minacciato che tornerà come un vizioHa spaccato la terra come un grido
Ha implorato ascolto come un pazzo
Ha chiesto di prendere posto come il rispetto
Buone notizie dal mio Abruzzo

La Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio
Ho appena telefonato ad Emidio (o “Signor Emidio” per chi vuole un cazziatone), proprietario del Residence Belvedere di Santo Stefano di Sessanio. Il mitico e arzillo signore, da poco tornato in Italia dopo una vita trascorsa in Canada, mi ha confortato in merito allo stato di salute degli abitanti di Santo Stefano.
Emidio e tutte le persone che ho conosciuto (la signora Rosa de La Casa Sù, Geppetto e la sua famiglia) e in generale gli abitanti di Santo Stefano stanno bene.
Il paese, Torre Medicea e Chiesa del Lago a parte, pare non aver subito grossi danni. Nonostante questo quasi tutti gli abitanti stanno per abbandonare le loro case “ad interim”, perché le continue scosse, sebbene di lieve entità, rendono poco prudente la permanenza nell’antico borgo.
Spero che questo post possa essere di conforto per quanti hanno conosciuto gli abitanti di Santo Stefano e vogliano sapere di loro in questo momento così difficile.
Approfitto per segnalare il sito inabruzzo.it che sta raccogliendo materiale fotografico sui danni provocati dal terremoto.





