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	<description>il blog personale di Matteo "Pera" Peraccini</description>
	<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 19:32:16 +0000</pubDate>
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		<title>Un SITO che si chiamasse Anarchia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 19:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho finalmente ultimato il logo e la struttura principale per il sito di presentazione di &#8220;Un posto che si chiamasse Anarchia&#8220;. La strepitosa accoglienza del pubblico alla prima dello spettacolo ha spinto me e gli &#8220;Altri&#8221;novecento a promuovere la nostra ultima fatica come si deve. Cercheremo di portare il De André libertario su quanti più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a href="http://www.artenovecento.net/un-posto-che-si-chiamasse-anarchia/"><img title="Un posto che si chiamasse Anarchia" src="http://www.artenovecento.net/un-posto-che-si-chiamasse-anarchia/wp-content/themes/arras-theme/images/upcsca/logo-upcsca.gif" alt="Logo dello spettacolo" width="265" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Logo dello spettacolo &quot;Un posto che si chiamasse Anarchia&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ho finalmente ultimato il logo e la struttura principale per il sito di presentazione di &#8220;<a title="Un posto che si chiamasse Anarchia" href="http://www.artenovecento.net/un-posto-che-si-chiamasse-anarchia/" target="_blank">Un posto che si chiamasse Anarchia</a>&#8220;. La strepitosa accoglienza del pubblico alla prima dello spettacolo ha spinto me e gli &#8220;Altri&#8221;novecento a promuovere la nostra ultima fatica come si deve. Cercheremo di portare il <strong>De André</strong> libertario su quanti più palcoscenici possibili, sperando di dare e ricevere lo stesso calore che abbiamo dato e ricevuto per il debutto di Cesenatico in occasione di <strong>Amico Fragile 2010</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come qualcuno di voi saprà UPCSCA è già stato acquistato dal <a title="Teatro Corte di Coriano" href="http://www.cortecorianoteatro.it/" target="_blank">Teatro Corte di Coriano</a> (RN), e in questi giorni ci stiamo muovendo per dare un seguito a questo ottimo inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora visitatevi la pagina dedicata a <a title="Un posto che si chiamasse Anarchia" href="http://www.artenovecento.net/un-posto-che-si-chiamasse-anarchia/" target="_blank">Un posto che si chiamasse Anarchia</a> e non dimenticate di scriverci e mandarci vostre foto/video se ne avete!</p>
<p style="text-align: justify;">A breve aprirò anche una sezione commenti. Non appena avrò finito di resuscitare il mio pc.</p>
<p style="text-align: justify;">Saluti libertari!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dressed to Kill</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/01/27/dressed-to-kill/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 22:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraSound]]></category>

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		<category><![CDATA[Fabrizio De André]]></category>

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		<category><![CDATA[Matteo Peraccini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Girando in rete ho trovato questa mia foto che mi piace moltissimo. Da bravo scavezzacollo l&#8217;ho rubata senza chiedere niente agli autori, che ringrazio direttamente dalle pagine del mio blog e che prima o poi contatterò. Se volete c&#8217;è un intero set fotografico dedicato agli Artenovecento, proprio sulla loro pagina Flickr.
Si tratta di una foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/01/4303529568_d7c4ecb600_o.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-379" title="AnarcoPerA" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/01/4303529568_d7c4ecb600_o-426x567.jpg" alt="" width="426" height="567" /></a></p>
<p>Girando in rete ho trovato questa mia foto che mi piace moltissimo. Da bravo scavezzacollo l&#8217;ho rubata senza chiedere niente agli autori, che ringrazio direttamente dalle pagine del mio blog e che prima o poi contatterò. Se volete c&#8217;è un intero set fotografico dedicato agli Artenovecento, proprio sulla loro <a title="Artenovecento" href="http://www.flickr.com/photos/eli_ringo/sets/72157623276726328/">pagina Flickr</a>.</p>
<p>Si tratta di una foto che mi riprende nell&#8217;ultimo spettacolo <strong>&#8220;Un posto che si chiamasse Anarchia&#8221;</strong>, di cui sono decisamente orgoglioso, e di cui certamente tornerò a parlare a breve in occasione delle probabilissime repliche.</p>
<p>Stay free, stay tuned!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un posto che si chiamasse Anarchia</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/01/22/un-posto-che-si-chiamasse-anarchia/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 00:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amici]]></category>

		<category><![CDATA[peraPensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono appena tornato dalle prove generali del nuovo spettacolo degli Artenovecento. Il mio gruppo, i miei amici, semplicemente l&#8217;esperienza più bella della mia vita. Ed è per questo che scrivo di loro qui, sul mio blog personale, e non sul sito degli Arte&#8230; come ormai ci chiamiamo tra di noi. E&#8217; un&#8217;esperienza che sta durando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/01/liberta.jpg"><img class="size-full wp-image-372 aligncenter" title="Signora Libertà, Signorina Anarchia" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/01/liberta.jpg" alt="" width="400" height="327" /></a></p>
<p>Sono appena tornato dalle prove generali del nuovo spettacolo degli <strong>Artenovecento</strong>. Il mio gruppo, i miei amici, semplicemente <strong>l&#8217;esperienza più bella della mia vita</strong>. Ed è per questo che scrivo di loro qui, sul mio blog personale, e non sul sito degli Arte&#8230; come ormai ci chiamiamo tra di noi. E&#8217; un&#8217;esperienza che sta durando da tempo: quasi otto anni. Una barca che è andata avanti nonostante ci fossero scogli giganteschi sulla nostra rotta, con la sola forza dell&#8217;amore per quello che abbiamo fatto e che faremo per <strong>Fabrizio De André</strong>, la buona musica e per chi ha condiviso tutte le nostre grandissime emozioni.</p>
<p><span id="more-370"></span></p>
<p>Qualche giorno fa una brava giornalista mi ha chiesto se non sentissi il peso della responsabilità nel rappresentare De André sul palco. Posto che io non rappresento nessuno se non me stesso, credo sia stata una domanda interessante. La mia risposta è stata &#8220;certamente sì&#8221;; ma non è certo la responsabilità la prima cosa che mi viene in mente quando salgo sul palco. E non è nemmeno questione di sentirsi investiti di chissà quale missione. Quello che io e miei compari speriamo di fare ancora per molto tempo è in fondo <strong>difendere la nostra umanità e la nostra libertà</strong>, utilizzando i soli mezzi che riteniamo possibili: l&#8217;arte, il canto, la musica.</p>
<p>E difendere la propria libertà è forse l&#8217;unico modo che ognuno di noi ha per aiutare gli altri ad essere liberi. Del resto di tutti i prodotti di esportazione forse i più ridicoli sono proprio la libertà e la democrazia. Voglio dire: imponiamo pure al mondo di mangiare da McDonald, instilliamo pure in ogni cuore la paura del terrorismo islamico, sballiamo le famiglie di talk e reality show. Ma cazzo&#8230; imporre la libertà è veramente l&#8217;ultima delle troiate (e pensare che ci hanno fatto pure un partito).</p>
<p>Io non me lo spiego. Come si può imporre a una persona di farsi delle domande? Di trovare delle risposte? Di essere qualcuno o qualcosa d&#8217;altro da quel che è? Di andare a lavoro, ma anche no? Di desiderare dei soldi, ma anche no? Di voler girare il mondo, o stare fermo per tutta la vita, o solo per un po&#8217;? Di essere sincero o dire immani fesserie e bugie? Di avere vergogna o di passare sopra a qualsiasi principio di rispetto? Di saper amare o odiare veramente? Di perdonare o non perdonare? Di sapere quello che vuole dalla vita o lasciare che sia la vita a fare quello che vuole di lei/lui?</p>
<p><strong>L&#8217;unica possibilità è difendere la libertà in se stessi</strong>. Prima o poi qualcuno la noterà. E non ci sarà bisogno di imporre alcunché. Questo per me significa viaggiare verso <strong>un posto che si chiamasse Anarchia</strong>. Il più grande dei viaggi, perché porta ad un luogo che non è un luogo, che non esiste e non esisterà mai. Ma non è forse l&#8217;atto di libertà più grande quello di rinunciare alle lusinghe della realtà, per il più grande dei sogni? Io credo di si&#8230; anche se non è facile capirlo.. e talvolta non lo capisco neppure io. Lo afferro solo per degli attimi, come in questo momento.</p>
<p>Ma sono certo che <strong>alcune persone non lo capiranno mai</strong>, neppure per un attimo e nemmeno per sogno. E va bene così. <strong>Il mio viaggio è diverso dal loro, per reciproca fortuna</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura morta</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/12/26/cultura-morta/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraPoetry]]></category>

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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando arrivò il disgelo
la terrà pianse i relitti del tempo
in una gerla di foglie
ad aspettare un nome
occhi senza voce
strisciarono persi
poi tacquero immobili
c&#8217;era silenzio
e più nessuno ad ascoltarlo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/12/25122009488.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-357" title="Cultura Morta" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/12/25122009488-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<blockquote><p>Quando arrivò il disgelo<br />
la terrà pianse i relitti del tempo<br />
in una gerla di foglie<br />
ad aspettare un nome</p>
<p>occhi senza voce<br />
strisciarono persi</p>
<p>poi tacquero immobili</p>
<p>c&#8217;era silenzio<br />
e più nessuno ad ascoltarlo</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un grissino è per sempre</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/12/24/un-grissino-e-per-sempre/</link>
		<comments>http://www.perablog.com/2009/12/24/un-grissino-e-per-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 15:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraPensiero]]></category>

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		<category><![CDATA[ricetta grissini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Niente passa invano. Tutto serve. Persino la peggiore delle vicende in fondo in fondo ci cambia in meglio. E&#8217; molto difficile focalizzarlo ma è così.
Non bisogna mai abbandonarsi all&#8217;impressione di aver perso tempo. Non è così per un rapporto di lavoro, di amicizia, di amore.
E la cosa bella è che quando una qualsiasi di queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/12/grissini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-351" title="grissini" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/12/grissini-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p><strong>Niente passa invano</strong>. Tutto serve. Persino la peggiore delle vicende in fondo in fondo ci cambia in meglio. E&#8217; molto difficile focalizzarlo ma è così.</p>
<p>Non bisogna mai abbandonarsi all&#8217;impressione di aver perso tempo. Non è così per un rapporto di lavoro, di amicizia, di amore.</p>
<p>E la cosa bella è che quando una qualsiasi di queste cose finisce, ti lascia in dono quel che meno ti aspettavi. <strong>Non importa quale fosse il tesoro che avresti voluto preservare in eterno: quella è la vera cosa che perderai</strong>. E&#8217; come tentare di difendere i confini dell&#8217;Impero Romano all&#8217;apice della sua estensione: prima o poi un barbaro troverà un pertugio e vi si infilerà come uno spillo in una mongolfiera. O come vincere 3-0 col Liverpool in finale di Coppa Campioni e stare li a dire: ma si.. tanto non me ne faranno mai 3.</p>
<p>E invece basta un foro insignificante per far sgonfiare il tuo bel pallone volante, come un sufflé venuto male. Quindi non è proprio il caso di preoccuparsene, lo spillo che sgonfierà il tuo pallone potrebbe arrivare come no, potresti riuscire a metterci una toppa come no. Ma in ogni caso non è un evento che puoi controllare. Del resto come dice il saggio <strong>la vita è un temporale, e prenderlo nel culo è un lampo</strong>.</p>
<p>Quel che si può fare quando il pallone si sgonfia e precipita è andare a vedere sotto il suo inutile telame se c&#8217;è qualcosa da riportarsi a casa. Ed è qui che si trova quel che proprio non avresti mai pensato, e diventerà il primo decino d&#8217;oro del tuo nuovo forziere. E quello sì, sarà per sempre e nessuno te lo porterà via mai.</p>
<p>Sollevando le tele del mio pallone sgonfio ci ho trovato <strong>la ricetta dei grissini</strong>. Li faccio una volta alla settimana e riscuotono perenne successo tra amici e conoscenti. Nel tempo la perferzionerò, ma per ora è così come ve la descrivo. La dono con piacere perché non è una cosa che ho bisogno di difendere: ricordate? Nessuno, ormai, me la può portare veramente via.</p>
<p><span id="more-349"></span></p>
<h3>RICETTA DEI GRISSINI ALLA METALPERA</h3>
<ul>
<li>3/4 di farina&#8221;00&#8243;</li>
<li>1/4 di farina &#8220;0&#8243; Manitoba</li>
<li>una ciotola di rosmarino tritato (fresco per favore)</li>
<li>una ciotolina di sale grosso da schiacciare con un bicchiere in granelle più sottili</li>
<li>circa mezzo litro di acqua calda</li>
<li>mezzo bicchiere scarso d&#8217;olio ogni 500 grammi di farina</li>
<li>2 cucchiaini di sale fino</li>
<li>25 gr di lievito ogni 500 grammi di farina (anche meno volendo)</li>
<li>carta da forno</li>
</ul>
<ol>
<li>Fare un bel mucchio con le due farine mescolate e creare il vulcanino in mezzo;</li>
<li>Versare un po&#8217; d&#8217;acqua calda nel mezzo solo per sciogliere il lievito, poi versarci tutto l&#8217;olio e il rosmarino tritato;</li>
<li>Distribuire il sale fino nei 4 punti cardinali del vulcano;</li>
<li>Impastare piano piano facendo aggiungendo acqua pochissimo alla volta fino ad impastare omogeneamente tutta la farina;</li>
<li>Una volta impastato tutto il popo&#8217; di roba fate una bella palla e fateci un taglio a croce sopra profondo circa un dito. Mettete la palla in una ciotola grande almeno 4 volte + grande e coprite la ciotola con un panno inumidito di acqua tiepida;</li>
<li>Fate lievitare per un paio d&#8217;ore almeno e in ogni caso non toccate l&#8217;impasto finché l&#8217;incisione che avete fatto sulla palla non è stata cancellata dalla lievitazione;</li>
<li>A impasto lievitato cominciate a fare i grissini tenendoli molto sottili, circa mezzo centimetro e lunghi a piacere. Il grissino si ottiene ovviamente prendendo piccoli pezzi di impasto e arrotolandoli sul tagliere;</li>
<li>Disporre i grissini sul padellone del forno ricoperto da apposita carta e cospargerli con il sale grosso (la quantità è a vostra discrezione ma non esagerate, in generale qualche chicco per grissino va benissimo);</li>
<li>Infornare a 200 gradi per circa 20 minuti. La durata della cottura dipende dal forno, ma state attenti a quando le estremità dei grissini cominciano ad imbrunire, di li a due o tre minuti non di + saranno da togliere. Attenzione perché bruciarli è un attimo.</li>
<li>Ovviamente dovrete più informate se avete un forno piccolo o se riempite poco i padelloni, ma in generale tra impastare, attendere la lievitazione, preparare i grissini e cuocerli vi richiederà una mezza giornata di tempo, se fate un mezzo chilo di farina e se avete un forno piccolo con un padellone solo.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono puggile!</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/12/24/sono-puggile/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 14:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraHobbies]]></category>

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		<category><![CDATA[Tana]]></category>

		<category><![CDATA[Tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; deciso. Da lunedì io sarò puggile. Sulla strada di Pappo entrerò nella Tana delle Tigri e sfiderò la nera marmaglia direttamente sul suo ring. Anch&#8217;io potrò dire: &#8220;I must break You&#8221;. Sperando che finisca diversamente&#8230;
A presto con una scazzottata di aggiornamenti sulla mia nuova carriera.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.perablog.com/2009/12/24/sono-puggile/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; deciso. Da lunedì io sarò puggile. Sulla strada di Pappo entrerò nella Tana delle Tigri e sfiderò la nera marmaglia direttamente sul suo ring. Anch&#8217;io potrò dire: &#8220;I must break You&#8221;. Sperando che finisca diversamente&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">A presto con una scazzottata di aggiornamenti sulla mia nuova carriera.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="I must break you" src="http://www.retroclobber.co.uk/movie-t-shirts/images/tshirts/rocky-i-must-break-you-t-shirt-enlarged.gif" alt="" width="360" height="288" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cesena, ghiaccio e libertà</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/12/22/cesena-ghiaccio-e-liberta/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Riemergo dalla tormenta di pseudo lavoro per parlarvi del gelo e della neve che avvolgono Cesena e la Romagna. Dico pseudo lavoro perché, secondo la concezione libertaria, quello che noi tutti abbiamo, me compreso, non può essere definito lavoro. Tant&#8217;è vero che sarebbe più corretto dire che il lavoro ha noi, e non il contrario.
Noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-342" title="Era Glaciale a Cesena" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/12/ice-age-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></p>
<p>Riemergo dalla tormenta di pseudo lavoro per parlarvi del <strong>gelo</strong> e della <strong>neve</strong> che avvolgono <strong>Cesena</strong> e la <strong>Romagna</strong>. Dico pseudo lavoro perché, secondo la concezione libertaria, quello che noi tutti abbiamo, me compreso, non può essere definito lavoro. Tant&#8217;è vero che sarebbe più corretto dire che il lavoro ha noi, e non il contrario.</p>
<p>Noi prestiamo tempo e in cambio ci vengono dati soldi. Quel che facciamo in quel tempo e il valore umano delle nostre prestazioni è del tutto esogeno. Il termine prestazioni serve peraltro ad evocare suggestioni su mestieri socialmente stigmatizzanti, ma che non differiscono da nessuno degli impieghi borghesi da un punto di vista sostanziale: si tratta solamente di concordare sul fatto che dare le terga non differisce dall&#8217;allargare le gambe.</p>
<p>Il lavoro vero invece non dovrebbe avere nulla a che fare né coi soldi, né col tempo. Non dovrebbe esistere nemmeno il concetto di tempo lavorativo e di tempo libero. Anzi.. forse se esistessero il vero lavoro e la vera libertà non esisterebbero nemmeno i concetti di tempo e denaro. Macchevvelodicoaffà?</p>
<p>E in tutto questa amara e imbordellata contemplazione della miserrima umana condizione, cosa c&#8217;entra la pioggia di ghiaccio che ha paralizzato Cesena, Forlì e cittadine limitrofe proprio oggi?</p>
<p><span id="more-339"></span><strong>C&#8217;entra che ci voleva tutta!</strong> E mi sbellico dalle risate a leggere i commenti su <strong>RomagnaOggi</strong> o sui quotidiani nazionali:<em> &#8220;E&#8217; colpa dei sindaci&#8221;</em>, <em>&#8220;ma lo Stato dov&#8217;è?&#8221;</em>, <em>&#8220;siamo ostaggi delle Ferrovie!&#8221;</em><em>, &#8220;siamo prigionieri dell&#8217;aeroporto!&#8221;</em>, <em>&#8220;chi cazzo c&#8217;è in bagno che mi cago addosso&#8221;</em>! E tante altre stronzate del genere&#8230;</p>
<p><strong>Mi sbellico e mi incazzo! SCHIAVI!</strong> Asini che si tengono la carota e si flagellano da soli! Dovreste benedire la natura e le intemperie che per un giorno vi sottraggono alla ripetizione. Perché la ripetizione è infernale, e l&#8217;<strong>inferno è ripetizione</strong>. Un po&#8217; di cAos con la A maiuscola non può farvi tornare all&#8217;età della pietra dell&#8217;autocoscienza. Regalatevi una risata e abbracciate l&#8217;imprevisto come una benedizione, come un bacio che vi sveglia da un sonno deprimente. Uscite in strada a piedi (che non lo fate mai), rotolatevi nel ghiaccio, fatevi anche male se volete! <strong>E soprattutto ridete!</strong> E affanculo i soliti impegni per un giorno nella vostra vita.</p>
<p><strong>Piantatela di darvi la colpa e di cercare i responsabili!</strong> Non li troverete mai! Chi è il responsabile del vento, della pioggia, dei fiori che spuntano, dei mari che prendono la rincorsa e poi corrono a divorare le nostre stupide faccende? Della terra che starnutisce e si scrolla di dosso le nostre fragili dimore? E di questo cielo che piove ghiaccio? Chi è il padrone? Chi è che controlla il rubinetto degli eventi? L&#8217;uomo? Dio? Il Governo? Chi ha la risposta? E anche se qualcuno l&#8217;avesse&#8230; a che vi servirebbe farvela dare? Forse riuscireste a vivere meglio? O forse non cambierebbe comunque nulla a meno che non lo vogliate prima di tutto voi stessi?</p>
<p>Per me è inutile saperlo. E adesso non mi incazzo neanche più. Anzi. Esco, vado a vedere se son capace a guidare col ghiaccio e se finisco in un fosso ai 20 all&#8217;ora non morirò di certo. E alla fine l&#8217;unica cosa che conta è questo: poter avere freddo, caldo, andare dritti ma anche sbandare, ritrovare la strada o perderla. Chi se ne frega? Non è tutta vita? Sbaglio? Forse si.</p>
<p><strong>Ma non c&#8217;è lusso migliore del concedersi l&#8217;errore</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rome - Flowers from exile</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[anarchia]]></category>

		<category><![CDATA[disertare]]></category>

		<category><![CDATA[flowers from exile]]></category>

		<category><![CDATA[guerra civile spagnola]]></category>

		<category><![CDATA[jerome reuter]]></category>

		<category><![CDATA[odessa]]></category>

		<category><![CDATA[rome]]></category>

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		<description><![CDATA[
Che momento di grazia, in questa settimana ho scoperto ben due dischi che ricorderò per tutta la vita. Non mi capitava da un sacco di tempo. Il primo che vorrei segnalare ai pochi ma coriacei lettori di questo blog è Flowers from Exile dei Lussemburghesi Rome.

Non so molto di questo gruppo, non lo conoscevo fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.perablog.com/2009/11/19/rome-flowers-from-exile/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Che momento di grazia, in questa settimana ho scoperto ben due dischi che ricorderò per tutta la vita. Non mi capitava da un sacco di tempo. Il primo che vorrei segnalare ai pochi ma coriacei lettori di questo blog è <strong>Flowers from Exile</strong> dei Lussemburghesi <strong>Rome</strong>.</p>
<p><span id="more-337"></span></p>
<p>Non so molto di questo gruppo, non lo conoscevo fino a 7 giorni fa. Poi navigando a caso mi è caduto l&#8217;occhio su questo titolo straordinario e su una delle cover più suggestive che mi sia mai capitato di vedere.</p>
<p>Lo so.. non ho ancora parlato di musica. Ma se tutto questo serve a far scoprire gemme come Flowers from Exile, allora benvenga la cura del packaging. Anzi, la non cura: perché credo che <strong>Jerome Reuter</strong>, poeta e principale fautore del progetto Rome, sia un puro. Si capisce da come scrive, da come compone, dallo stile assolutamente non didascalico delle liriche, e dagli arrangiamenti tutt&#8217;altro che provoloni, nonostante il nume tutelare Nick Cave aleggi su tutto il disco come un angelo protettore. Ma in Flowers from Exile c&#8217;è ispirazione, non omologazione.</p>
<p>Non mi addentrerò in analisi del disco, che ritengo assolutamente inutili dato che ognuno ascolta in modo diverso. Parlerei invece del tema di fondo, che è la <strong>Guerra Civile Spagnola</strong>, teatro universale di ogni afflizione del genere umano, nella quale avvenne di tutto e tutti combatterono veramente contro tutti: comunisti contro franchisti, poi franchisti contro anarchici e comunisti, e infine comunisti contro anarchici per <strong>il più grande sterminio che la storia del socialismo libertario ricordi</strong>. Un dramma talmente esteso che costrinse tantissime persone a salvarsi con l&#8217;esilio, pur di non fare la fine di Federico Garcia Lorca, altro nume tutelare del poliedrico Reuter.</p>
<p>Forse non a caso questo gioiellino dei Rome viene dal Lussemburgo, terra di confine e crogiuolo di idiomi diversissimi. Reuter dimostra di avere una fortissima <strong>sensibilità Europea</strong>, per non dire una altissimo <strong>concetto di umanità</strong>, e lo dimostra ricordando coloro che per costruire qualsiasi tipo di vera unione (non solo politica ed economica), sono morti o sono stati messi in fuga dai massacri di inizio secolo.</p>
<p>E&#8217; grazie a chi diserta, a chi non collabora, chi non ci sta e se ne va che si può forse sperare nell&#8217;estinzione della guerra. Solo chi esce dal conflitto può mandare fiori dall&#8217;esilio, fisico o spirituale che sia.</p>
<p style="text-align: left;">Così sembra volerci dire <strong>Jerome</strong> nelle parole di <strong>We who fell in love with the sea</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">You only suffer as long as you want to<br />
Men like us do not let each other drown<br />
We share the sweetest black bread<br />
That delicate grain of scorn<br />
No God, no master, no master slave<br />
I no longer serve you nor your palace of flesh</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">e ancora</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">In life, in love, in longing<br />
I know<br />
I deserted like you<br />
Without wealth, without property<br />
Without official title or office&#8230;</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">E concludo con il testo di Odessa, canzone che apre questo post, e che non può non stupire nella sua disarmante grazia:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">It is but a dated flower i bring to you<br />
yes, it is but a violet glistening with dew<br />
for in our hearts our love for you lies unrevealed<br />
a stale romance and the solitude we share<br />
have dragged you to the beach to find me there<br />
every promise undone glittering in the sun<br />
in the golden sway of violence<br />
that morning you came and you stood in disbelief<br />
in longing and shame - the presentiment of grief<br />
to forgive and to define this treachery of mine<br />
you took off your clothes in silence<br />
this sweet blue secrecy, the demands of destiny<br />
now who will serve your pleasure, who will serve your greed?<br />
Now that the men you treasured belong to the fleet<br />
and watch the morrow?s tide, that frail and beautiful bride<br />
what a very strange season this is<br />
from the tender axe of springtime, defying the snows<br />
to the streaming summer?s hatchet she rose<br />
now all covered with lime under an indifferent sky<br />
we smother everything in kisses<br />
will we know eternity? Will we forge a way to see?<br />
Who will serve your pleasure, who will serve your greed?<br />
Now that the men you treasured belong to the fleet<br />
and watch the morrow?s tide, that frail and beautiful bride<br />
what a very strange season this is<br />
from the tender axe of springtime, defying the snows<br />
to the streaming summer?s hatchet she rose<br />
now all covered with lime under an indifferent sky<br />
we smother everything in kisses<br />
oh, we smother everything in kisses</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Odessa </strong>- <strong><a title="Rome" href="http://romepage.eu" target="_blank">Rome</a></strong> (<a title="Flowers from Exile" href="http://romepage.eu/main/discography.htm" target="_blank"><strong>Flowers from the Exile, 2009</strong></a>)</p>
</blockquote>
<p><span class="post-timestamp"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bentivoglio Angelino</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/11/19/bentivoglio-angelino/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraComix]]></category>

		<category><![CDATA[peraPensiero]]></category>

		<category><![CDATA[alfano]]></category>

		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[legge prescrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lo confesso. Io amo Angelino Alfano. Il mio è un amore viscerale, sincero, che coinvolge la mia persona sotto il profilo culturale, politico, musicale, gastronomico, ortopedico, sessuale, astronomico, biografico, esistenziale, verticale, orizzontale, maestrale, corticale e che infine interessa, ovviamente, il mio punto di vista su ogni affare giuridico.

Un caro amico ama ogni tanto ricordare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.perablog.com/2009/11/19/bentivoglio-angelino/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Lo confesso. <strong>Io amo Angelino Alfano</strong>. Il mio è un amore viscerale, sincero, che coinvolge la mia persona sotto il profilo culturale, politico, musicale, gastronomico, ortopedico, sessuale, astronomico, biografico, esistenziale, verticale, orizzontale, maestrale, corticale e che infine interessa, ovviamente, il mio punto di vista su ogni affare giuridico.</p>
<p><span id="more-334"></span></p>
<p>Un caro amico ama ogni tanto ricordare un poeta defunto, il quale chiese di scrivere sulla propria lapide questo singolare epitaffio:</p>
<blockquote><p><strong><em>&#8220;Passò tutta la vita con le minoranze. Ora è tra i più, ma non è d&#8217;accordo&#8221;</em></strong>.</p></blockquote>
<p>Ebbene chiunque si riconosca in questa affermazione, così come mi riconosco io, non può non amare Angelino Alfano. Da quando è cominciata l&#8217;apnea senza fine della cosiddetta sinistra non c&#8217;è più nessuno in Italia che si occupi delle minoranze quanto lo sta facendo lui, nemmeno a parole.</p>
<p>Tutti i fuoriusciti dell&#8217;<strong>ex PC</strong>, i riciclati del <strong>PD</strong>, perfino la <strong>DC</strong> non facevano altro che mettersi <strong>dalla parte dei bisognosi</strong>, come fossero dei <em>minus habens</em> necessitanti di aiuto e incapaci di difendersi dalle scosse del capitalismo. Ora che il vento della rivoluzione socialista si è apparentemente fermato, e che il sacro vincolo cristiano della famiglia ha cessato di fungere da ammortizzatore sociale, come faranno le minorate minoranze a tirare avanti? <strong>Chi li difenderà?</strong></p>
<p><strong>Li difenderà lui! Angelino!</strong> Perché di Alfano si può dire tutto meno che non ami le minoranze. Delle maggioranze non gliene frega proprio una cippa.</p>
<p>Ci sono migliaia e migliaia di lavoratori senza lavoro, senza stipendio, e senza nessuno che gli spieghi esattamente per quanto tempo ancora dovranno far finta di credere alla <strong>foglia di fico della crisi</strong>, con la quale il mercato protegge le sue vergogne.</p>
<p>E il problema del lavoro si porta dietro tutta una slavina di drammi correlati: i figli, le famiglie, gli immigrati, gli anziani, le persone con disabilità, i malati, la delinquenza (per non parlare degli ausiliari del traffico) vivranno le poche decine di anni che ci è concesso vivere come le lumache, fuori e dentro dal guscio di una libertà che non hanno.</p>
<p>E guardate che migliaia di migliaia di persone sono davvero tante! Quando si mettono a spingere, a manifestare a chiedere pane <strong>è difficile rimanere impassibili e obiettivi</strong>. Fare il politico è complicato, ed essere uomini di governo è ancora peggio. Bisogna avere i maroni coi cingoli per mantenere l&#8217;equidistanza richiesta dal ruolo istituzionale, non si può cadere in balia delle richieste della prima milionata di persone che si lamenta.</p>
<p><strong>E Angelino è così. E&#8217; l&#8217;uomo giusto</strong>. Perché con tutti i problemi della maggioranza degli Italiani, lui tira dritto e <strong>si occupa soltanto della vera minoranza del paese</strong>: i carcerati, i giudicati, i condannati, i processati, gli esiliati. Anzi, ancora meglio! Di questa manciata di persone vessate dalla mala giustizia lui prende in cosiderazione <strong>soltanto l&#8217;1%</strong>. Non è mica un uomo di parte lui! Al massimo di una parte di parte, ma di una parte intera no!</p>
<p>Non mi credete? Beh.. leggetevi i giornali prima di criticare il mio amore (ma sarà poi amore?) per Il <strong>Subcomandante Alfano</strong>.</p>
<p>Proprio oggi, Angelino ha avuto il coraggio di urlare in faccia alla pletora di mangiapane a tradimento, operai cassintegrati, pensionati, immigrati, calunniati, malati, drogati, neri, comunisti, ebrei, trans e froci che la sua legge <a title="alfano merda" href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_19/alfano-processo-breve_06a53920-d518-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">non interesserà che l&#8217;1% dei processi pendenti contro di loro</a>. Tenuto conto che l&#8217;1% dei processi riguarda quasi totalmente Silvio Berlusconi, praticamente la legge non interesserà nessuno di loro. E si sa, <strong>niente a nessuno è il massimo dell&#8217;uguaglianza</strong>.</p>
<p>Quindi viva la nuova legge sulla prescrizione, unico vessillo rimasto in piedi a difenderci dalla tirannia dopo la caduta del <strong>muro di Berlino</strong>!</p>
<p><strong>Alfano fuggiamo insieme, ti porto in Via Gradoli!  BENTIVOGLIO ANGELIIIIIINOOOOOOO! TU SEI TUTTO PER MEEEEEE!<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piadina romagnola con beffa finale</title>
		<link>http://www.perablog.com/2009/11/17/piadina-romagnola-con-beffa-finale/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraTavola]]></category>

		<category><![CDATA[mattarello]]></category>

		<category><![CDATA[piadina romagnola]]></category>

		<category><![CDATA[ricette]]></category>

		<category><![CDATA[teglia di montetiffi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come annunciato, il 14 novembre 2009 ho finalmente infranto un tabù: sono in grado di fare la piadina romagnola.
L&#8217;esperimento può dirsi riuscito, ed ora andrò a descriverlo nei momenti salienti. Per deontologia professionale non ometterò nulla, comprese le magagne, ma soprattutto compresa la beffa finale, poi prontamente rimediata.

Ma andiamo al sodo. Voi appassionati di cucina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-324" title="PeraBlog e Piadina" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009473-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></p>
<p>Come annunciato, il <strong>14 novembre 2009</strong> ho finalmente infranto un tabù: sono in grado di fare la <strong>piadina romagnola</strong>.</p>
<p>L&#8217;esperimento può dirsi riuscito, ed ora andrò a descriverlo nei momenti salienti. Per deontologia professionale non ometterò nulla, comprese le magagne, ma soprattutto compresa la<strong> beffa finale</strong>, poi prontamente rimediata.</p>
<p><span id="more-323"></span></p>
<p>Ma andiamo al sodo. Voi appassionati di <strong>cucina locale</strong>, non locale e di <strong>ricette romagnole</strong> e del resto del mondo, sarete sicuramente impazienti di leggere finalmente un vero esperimento di cucina. Io ad esempio, anche se di fornelli non ci capisco una mazza, ho un po&#8217; le scatole piene di leggere articoli in cui sconosciuti dilettanti allo sbaraglio riescono in un colpo solo a cucinare un&#8217;anatra laccata che neanche Vissani&#8230;</p>
<p>Io sono un absolute beginner e lo dichiaro con orgoglio. E proprio per questo credo che sarebbe molto più onesto se tutti mettessimo online i nostri errori in cucina, a imperitura memoria e con la speranza che certe cose non accadano mai più a nessuno. Io almeno non auguro a nessuno quel che è capitato a me sabato scorso.</p>
<p>Bon.. si parte.</p>
<h3>Parte I - Ingredienti e utensili</h3>
<ul>
<li>Circa 500 gr di farina</li>
<li>Circa 80 gr di strutto</li>
<li>Sale circa 30 gr</li>
<li>Zucchero, un pizzico con mano di dimensioni medie (diciamo la metà di una mano di Gianni Morandi)</li>
<li>Credo 10 gr di bicarbonato</li>
<li>Acqua tiepida (che si è raffreddata prima che la usassi)</li>
<li>Teglia di Montetiffi su fornello a gas con diffusore di fiamma (purtroppo non ho un camino)</li>
<li>Tagliere e mattarello</li>
</ul>
<p>Gli <strong>ingredienti</strong> che leggete sopra sono una crasi tra la ricetta originale della vera <strong>piada romagnola contadina</strong> allegata alla teglia, e un casino di altre robe lette in internet di cui è impossibile ricostruire una traccia. Ma alla fine l&#8217;unica cosa che ho cambiato, a parte alcune quantità che nella ricetta della teglia non sono specificate, è lo zucchero, perché mi sembrava dare quel tocco <em>naif</em> che non guasta mai in nessuna ricetta.</p>
<h3>Parte II - Preparazione</h3>
<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/141120094671.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-329" title="Farina, computer e chitarra" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/141120094671-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p>Ho fatto il tipico <strong>vulcano di farina</strong> al centro del tagliere e ho buttato dentro <strong>strutto e bicarbonato</strong>.</p>
<p>Dopodiché ho messo un mucchietto di <strong>sale</strong> ai piedi del vulcano, tipo pompeiano in attesa dell&#8217;eruzione. Dopodiché ho cominciato a versare <strong>acqua</strong> dentro il cratere mescolando pian piano gli ingredienti. Ben presto il sale pompeiano ha avuto la fine che desiderava ed è finito mescolato allo strutto come un uomo nella lava.</p>
<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009468.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-330" title="impasto della piada" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009468-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p>Ho aggiunto acqua poco a poco solo quando lo ritenevo necessario, ed ho continuato ad impastare fino ad ottenere un <strong>pistolotto di impasto</strong> bello compatto ma non duro. Credo, onestamente, di aver prolungato oltremodo questa operazione perché intanto rispondevo alla chat di Google.</p>
<p>Dopodiché ho tagliato l&#8217;impasto in tanti blocchetti formando <strong>palline</strong> non troppo grandi, e questo è stato il mio <em>fatal flow</em>, l&#8217;errore fatale tipico dei personaggi di Shakespeare.</p>
<h3>Parte III - La teglia</h3>
<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009471.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-328" title="La teglia con la crusca" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009471-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p>Intanto che l&#8217;impasto si riposava un po&#8217; come suggerito da tutte le ricette online (che fatica abbia fatto lo ignoro), ho preparato la teglia.</p>
<p>Dovete sapere che se usate la<strong> teglia sul fornello a gas</strong>, occorre un<strong> diffusore di fiamma</strong> che distribuisca il calore equamente sulla superficie della teglia. Quello semplice, che vedete anche nella foto, costa meno di 2 euro. Ce ne sono di molto migliori ma stavolta ho provato così (mi è sembrato abbastanza scarso, forse è melgio prendere quelli in ceramica che però costano molto di più).</p>
<p>In secondo luogo, se è la prima volta che usate la teglia, dovete prima cospargerla di crusca e farla scaldare finché la crusca non è diventata bruna/nera. Poi spazzate via la crusca e potete cominciare a cuocere. Non vi so dire il motivo di questo rito sciamanico, chiederò e vi saprò dire. In ogni caso, dopo la crusca, la teglia è pronta per cuocere.</p>
<h3>Parte IV - Mattarello e via sul fuoco</h3>
<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009472.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-327" title="la piadina sulla teglia" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2009/11/14112009472-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p>Tornato dalle palline belle riposate, le ho prese ad una ad una e le ho stese quanto più possibile, cercando di raggiungere le dimensioni della teglia.</p>
<p>Ci sono riuscito solo in parte e oltretutto ho causato <strong>la più grande beffa che potesse capitarmi</strong> dopo il post di ieri e dopo tutte le pugnette che faccio agli amici riminesi: una volta cotta la piadina era SOTTILE come quella di Rimini!</p>
<p>A mia parziale difesa posso però confermare che <strong>la piada sottile fa cagare</strong>. E infatti ho cominciato ad unire le palline a due a due e a stendere meno l&#8217;impasto.</p>
<p>Queste, una volta cotte, sono risultate apprezzabili. Certo non quelle del chiosco, e men che meno della nonna, ma decisamente buone come prima volta.</p>
<h3>Parte V - Errori da non ripetere</h3>
<ol>
<li><strong>L&#8217;acqua</strong>: se voleve usare l&#8217;acqua alla vecchia maniera, usatela davvero tiepida, scaldandola un po&#8217; prima di usarla. Vi aiuterà molto a sciogliere lo strutto e ad impastare. Se invece volete un risultato più saporito e morbido, forse è meglio usare il latte.</li>
<li> <strong>Il bicarbonato</strong>: a me piaceva l&#8217;idea della bella piada gialla da osteria, e infatti l&#8217;ho ottenuta. Ma col lievito forse viene più aggiornata e vicina alla piada che siamo abituati a vedere e mangiare.</li>
<li><strong>Le palline di impasto</strong>: devono essere grosse quanto una melingarnata (melograno), e vanno stese un po&#8217; grosse, in modo che la piadina rimanga Romagnola e non sottile.</li>
</ol>
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