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	<description>il blog personale di Matteo "Pera" Peraccini</description>
	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:30:01 +0000</pubDate>
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		<title>Tarantametallo!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Tra i vari cosiddetti &#8220;generi&#8221; di musica, popolare e non, la pizzica è sicuramente quella che più si avvicina al Death Metal, come stile, ma soprattutto come contenuto. Tra il ballo indotto dal morso della tarantola, mito fondante del ballo associato alle pizziche e tammurriate del sud Italia, e l&#8217;headbanging scatenato dalla furia salvifica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/09/extreme-jotunheimr-tarantula.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-451" title="Extreme Jotunheimr Tarantula" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/09/extreme-jotunheimr-tarantula-426x571.jpg" alt="" width="426" height="571" /></a></p>
<p>Tra i vari cosiddetti &#8220;generi&#8221; di musica, popolare e non, la pizzica è sicuramente quella che più si avvicina al Death Metal, come stile, ma soprattutto come contenuto. Tra il ballo indotto dal morso della tarantola, mito fondante del ballo associato alle pizziche e tammurriate del sud Italia, e l&#8217;headbanging scatenato dalla furia salvifica di quasi tutto il Metal di stampo estremo, passa veramente poco.</p>
<p>Ecco come nel mio piccolo cerco di contribuire al matrimonio di due mondi ingiustamente separati dalle logiche del mercato discografico. Per ora mi limito a qualche comparsa con gli amici Colobraro, in attesa di un Ubermensch che fondi gli Extreme Jotunheimr Tarantula e invada la penisola di sano Tarantametallo&#8230;</p>
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		<title>Ecco chi è stato!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 09:38:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[peraPensiero]]></category>

		<category><![CDATA[lee van cleef]]></category>

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		<category><![CDATA[testimoni di geova]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa mattina mi son svegliato, e ho trovato l&#8217;invasor. Nel bel mezzo della goduria di un gran cereale inzuppato nel the, suona il campanello; praticamente un bis(coito) interrotto. Chi può essere se non loro? Le ardimentose staffette di Geova!
Esco un po&#8217; contrariato lasciando il gran cereale a liquefarsi nel the bollente e le vedo, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/2010/08/21/ecco-chi-e-stato/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Questa mattina mi son svegliato, e ho trovato l&#8217;invasor. Nel bel mezzo della goduria di un gran cereale inzuppato nel the, suona il campanello; praticamente un bis(coito) interrotto. Chi può essere se non loro? Le ardimentose staffette di Geova!</p>
<p>Esco un po&#8217; contrariato lasciando il gran cereale a liquefarsi nel the bollente e le vedo, in tutta la loro cotonata sicumera. Due arzille vecchiette in tipico assetto da imbonimento religioso, mutuato negli anni 80 dalla Vorwerk o da AMway o da qualche altro colosso della vendita porta a porta, e mai più rinnovato. Per fortuna.</p>
<p><span id="more-447"></span></p>
<p>Le riconosci subito perché ce n&#8217;è una davanti col sorrisone e la Torre di Guardia che sbuca dalla borsetta, orpello che nel Regno dei testimoni deve avere lo stesso valore de il Manifesto che fa capolino dalla tasca dell&#8217;Eskimo. Quella dietro riposa il sorriso perché probabilmente fanno a turno per non anchilosarsi le mandibole, ma è vigile e accondiscendente, pronta a correre in soccorso della prima linea, o ad aprire il varco verso la fuga in caso di ritirata.</p>
<p>Le mie intenzioni, nonostante la blasfema interruzione della sacra colazione, non sono bellicose. O almeno non lo sarebbero. Ma ad un metro dall&#8217;artiglieria mi accorgo di essere vestito nella maniera più sconveniente. La maglia degli Skiantos parla per me: &#8220;Dio ci deve delle spiegazioni&#8221;.</p>
<p>Vedo la citazione della mia maglietta riflessa negli occhi del nemico. So che l&#8217;ha letta, ma non abbassa la guardia e continua a puntarmi il sorrisone dritto in faccia, aprendomi gli occhi su miraggi di ponti infra-molari e capsule dorate. Fa finta di niente, è chiaro. Ma non ci casco, sulla capsula dorata oggi scriverò il suo nome, non il mio.</p>
<p>L&#8217;apertura è delle più classiche: &#8220;Buongiorno! Posso lasciarle una cosa da leggere?&#8221;. Fingo di non aver capito con chi ho a che fare, scruto la mano che estrae La Torre di Guardia dalla borsetta, poi passo all&#8217;attacco con un: &#8220;Ah, ok, si la conosco! Ma non mi interessa!&#8221;, e rispondo al fuoco con un sorrisone altrettanto convinto.</p>
<p>La prima linea non vacilla. Sa benissimo cosa aspettarsi da un capellone con la maglia degli Skiantos. Come minimo devo essere un cretino che non ha mai letto un libro in vita sua. E infatti parte con la seconda carica d&#8217;artiglieria: &#8220;Ma lei lo conosce Gesù?&#8221;.</p>
<p>Ok, ci siamo. Scatta il confronto vero e proprio. A questo punto giochiamo a viso scoperto, ma ancora per un turno voglio far credere loro di essere un coglione. Ci riesco, perché la seconda linea non reagisce minimamente e tiene il sorriso a livello di guardia, ad un metro buono di distanza. Si limita ai cenni della testa. Oggi non faccio prigionieri, ce n&#8217;è anche per lei.</p>
<p>&#8220;Come dice? Se conosco Gesù? Beh.. quel tanto che basta&#8230; comunque non sono credente&#8221;. A queste parole la seconda linea entra in allarme: si avvicina di mezzo metro, distacca le mani, prima intrecciate in una sorta di preghiera in stand by, e porta una mano alla borsa e una alla bretella della stessa. Non ci sono dubbi, sta per estrarre la Torre di Guardia anche lei.</p>
<p>Non ho molto tempo da perdere e a questo punto ogni frazione di secondo può essere fatale. Se cominciano a sparare in due è finita.</p>
<p>La probabilità di successo di un pistolero nei film di Sergio Leone, dipende da un certo acume psicologico, oltre che dalla rapidità nell&#8217;estrarre la pistola dal fodero. Lo sguardo di Lee Van Cleef era lo sguardo di chi sapeva di fare paura, protetto dalla scia di sangue che lo seguiva e dalla conseguente fama di bastardo patentato. Eli Wallach faceva quasi pena, con la sua aria pasciuta e da buontempone. Eastwood non dava riferimenti, la sua imperturbabilità era la sua arma migliore.</p>
<p>Capisco subito di avere davanti Lee Van Cleef, e che ridicollizare la scia di sangue che lo segue sub-specie evangelizzatrice in seconda, è il modo per far crollare entrambe.</p>
<p>Lee è spavaldo, e con la sicurezza delle spalle coperte spara un: &#8220;Ma lo sai che Gesù è quello che ha stravolto il mondo?&#8221;.</p>
<p>Questo è il momento. Lee Van Cleef pensa di avermi ficcato gli occhi nel cervello e di potermi indurre al passo falso. Ma, per dirla con Wallach: &#8220;quando si spara si spara, non si parla&#8221;, e quindi colpisco la seconda linea con colpo preciso alla mano, prima che estragga la Torre di Guardia: &#8220;Ah, ecco chi è stato! Beh.. già che c&#8217;era poteva stravolgerlo un po&#8217; meglio!&#8221;.</p>
<p>La seconda linea comincia toglie la mano dalla borsa e comincia ad allontanarsi. Lee Van Cleef se ne accorge e vacilla, prova con un estremo: &#8220;Ma lui ha mandato un messaggio, poi se le persone non lo ascoltano&#8230;&#8221;. Ormai ha un piede nella fossa e lo sa. Quando una donna con la Torre di Guardia incontra un uomo con la maglia degli Skiantos, la donna con la Torre di Guardia farebbe bene a cambiare strada.</p>
<p>Basta una spintina. E gliela do volentieri: &#8220;Vede&#8221; - indico la maglietta - &#8220;io lo ascolto il messaggio, e lo metto anche in pratica&#8221;!</p>
<p>La seconda linea è ormai lontana all&#8217;orizzonte, e Lee la raggiunge con un laconico: &#8220;Meno male, grazie per averci risposto! Buona giornata!&#8221;.</p>
<p>Già, buona giornata. Non arrivederci.</p>
<p>Ma lo so che tornerete. D&#8217;altra parte il mondo si divide in due categorie: chi ascolta gli Skiantos, e chi scappa.</p>
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		<title>J&#8217;ntremè</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/08/10/jntreme/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 12:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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Ci sono parole che contengono un fascino recondito. Potrebbero benissimo non avere alcun significato, essere assolutamente astratte da qualsiasi oggetto o concetto, ma sarebbero comunque bellissime da pronunciare, e porterebbero un vento di suggestioni tale da farci sognare ad occhi aperti.
J&#8217;ntremé è una di queste parole. Ha un sapore un pò arabo, un pò italo-meridionale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/08/jntreme.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-442" title="jntreme" src="http://www.perablog.com/wp-content/uploads/2010/08/jntreme-426x319.jpg" alt="" width="426" height="319" /></a></p>
<p>Ci sono parole che contengono un fascino recondito. Potrebbero benissimo non avere alcun significato, essere assolutamente astratte da qualsiasi oggetto o concetto, ma sarebbero comunque bellissime da pronunciare, e porterebbero un vento di suggestioni tale da farci sognare ad occhi aperti.</p>
<p><strong>J&#8217;ntremé</strong> è una di queste parole. Ha un sapore un pò arabo, un pò italo-meridionale, sicuramente mediterraneo. Come sia arrivata sui monti della Marsica, dove l&#8217;ho conosciuta, nessuno lo sa. Il suo significato però ha un sapore ben più definito rispetto ai mondi possibili che evoca. Lo J&#8217;ntremé è un piatto tipico di <strong>Gagliano Aterno (AQ)</strong>, piccolo gioiello di paese in cui ho avuto il piacere di suonare con i miei <a title="Artenovecento" href="http://www.artenovecento.net" target="_blank">Artenovecento</a>. Trattasi di corata d&#8217;agnello con peperoni verdi e sedano, tutto tagliato in piccolissimi pezzetti, e cotto in pentola con olio, aceto e aromi vari. Ennesima magia di questo Abruzzo che non smette di stupirmi tutte le volte che ci torno. Ennesimo ricordo che porto a casa, assieme al desiderio di tornare presto in quella che sento sempre più come la mia dimora ideale.</p>
<p>In caso sospettiate che questo sia uno spot per invitarvi a visitare l&#8217;Abruzzo, l&#8217;Aquila e tutti i paesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, vi tolgo il dubbio: questo è esattamente un invito a farlo. Non esiste berlusconi che possa rimettere in piedi una città distrutta, servono solo Italiani che portino affetto, e purtroppo anche soldi, alle attività locali, attraverso il turismo e l&#8217;amore per una regione che non teme paragoni con nessun&#8217;altra blasonatissima località, a partire dalla Toscana. <a title="Aquila" href="http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/08/23/news/l-aquila-ecco-i-turisti-che-cercano-le-macerie-2281144?ref=HREC1-11">Armatevi di rispetto e andateci</a>!</p>
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		<title>Urécia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 21:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Urécia era un matto, ma a me non è mai sembrato tale. Ai miei occhi di bambino sembrava un adulto come tutti gli altri. Anche lui passava fuori dal recinto del mio cortile, mentre io giocavo a pallone, e ciondolava al bar tutti i giorni dopo pranzo e dopo cena, anche lui con lo stuzzicadenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/2010/08/02/urecia/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Urécia era un matto, ma a me non è mai sembrato tale. Ai miei occhi di bambino sembrava un adulto come tutti gli altri. Anche lui passava fuori dal recinto del mio cortile, mentre io giocavo a pallone, e ciondolava al bar tutti i giorni dopo pranzo e dopo cena, anche lui con lo stuzzicadenti in bocca, anche lui disinteressato al lavorio femminile che precede e posticipa i pasti, come tutti i reduci del patriarcato indolente della bassa padana.</p>
<p><span id="more-394"></span></p>
<p>Non c&#8217;era assolutamente nulla di strano nel suo quotidiano ciondolare digestivo. Eppure ero stato avvisato che Urécia era un pazzerello. Già, pazzerello. Non ho mai capito cosa fosse esattamente un pazzerello: un pazzo che non è pazzo, o uno normale che non è normale? In ogni caso non mi sembrava un soggetto particolarmente pericoloso, e nonostante gli inviti a starci attento, Urécia per me è rimasto uno dei tanti uomini che mi guardavano divertiti giocare a pallone mentre andavano a farsi l&#8217;amaro al bar.</p>
<p>A differenza degli altri, Urécia però ogni tanto si fermava a parlare. Con me, con i miei genitori. Probabilmente lo sporadico chiacchiericchio a cui si lasciava andare era una delle abitudini che gli avevano fatto guadagnare l&#8217;appellativo di pazzerello. Eppure, a dirla tutta, non ricordo una sola volta in cui, durante quelle brevi conversazioni, Urécia si sia macchiato di affermazioni molto più strane di quelle che già a metà degli anni ottanta sentivo uscire dalla matrioska catodica che inscatola stronzate una dentro l&#8217;altra.</p>
<p>Erano i tempi in cui Toto Cutugno implorava che lo lasciassero cantare, e non solo lo lasciavano cantare, ma lo incitavano a farlo. Cantare, con la chitarra in mano. Com&#8217;erano diversi i tormentoni di qualche decade fa. E Urécia, il pazzerello, sapeva cantare e sapeva anche suonare un po&#8217;. E il giorno che mi sentì cantare Cutugno forse trovò uno dei tanti motivi per cui uscire dal proprio guscio e fare una chiacchierata.</p>
<p>Mi chiese se sapevo suonare. Io risposi che avevo appena iniziato a studiare il pianoforte, ma conoscevo solo qualche canzonetta. Urécia però non era soddisfatto, e volle sapere se sapevo suonare la chitarra. Ovviamente risposi di no. Manco l&#8217;avevo mai tenuta in mano una chitarra, e non ne avevo neanche mai vista una da vicino. Allora Urécia si illuminò e tornò sui suoi pochi passi diretto alla sua casa: ricomparve un paio di minuti più tardi con una chitarra. In mano.</p>
<p>Per essere un pazzerello ne sapeva fare di cose: sapeva parlare, sapeva suonare, sapeva cantare. Mi sono sempre chiesto quanti, anche avendo la stessa pazza abitudine di fermarsi a parlare coi propri simili, avrebbero poi qualcosa da dire. Di sicuro non molti riuscirebbero a competere con Urécia, e probabilmente la maggior parte farebbe come facevano gli altri pazzerelli meno pazzerelli che si fermavano a fare due chiacchiere ogni tanto al mio recinto: si riempirebbero la bocca di nuvole, temporali, grandinate di ghiaccio e sole inatteso.</p>
<p>Descrivere il dato di fatto. Trovare qualcosa di comune su cui essere d&#8217;accordo a prescindere, anzi, da essere così d&#8217;accordo da poterci anche litigare sopra perché tanto non cambia nulla. E&#8217; solo tempo che passa. Forse questa era la normalità che Urecia non sapeva garantire.</p>
<p>Chissà come si annoiava nel bar. Ma non c&#8217;era alternativa. Se vuoi sembrare normale in un paese come Budrio, al Bar ci devi andare, devi bere l&#8217;amaro, fumarti un mercantile di sigarette e morire di cancro a cinquant&#8217;anni. Questa è la prassi.</p>
<p>Ma Urecia li ha fregati. E&#8217; morto a 53 anni, ed è morto perché voleva morire. Perché lui era un pazzerello, e non era in grado di valutare se era meglio continuare ad andare al bar tutti i giorni come un inutile soldato ferito, oppure buttarsi sotto un camion. E quindi i soldati feriti saranno ricordati come eroi di guerra. Urécia sarà dimenticato come un pazzerello che suonava la chitarra, cantava di essere un italiano, un italiano vero, e ogni tanto parlava a sproposito.</p>
<p>Io lo conoscevo poco, ma credo di conoscere quel che c&#8217;era da conoscere di lui, non certo per merito mio, ma per effetto della verità pura e insondabile che era in grado di offrire in pochi attimi. Chissà se da qualche parte c&#8217;è ancora la sua chitarra. Ora che la so suonare mi piacerebbe suonarla per lui, prima di dimenticarmelo e tornare al bar, come un italiano finto.</p>
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		<title>Adoro l&#8217;odore del napalm</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/07/15/adoro-lodore-del-napalm/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 20:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[18 luglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai ci siamo. Come sanno i sostenitori degli Artenovecento, il 18 Luglio all&#8217;alba suonerò sulla spiaggia 60 di Riccione. Si tratta di una bella sfida e non vedo l&#8217;ora di godermi le reazioni del pubblico.
Intanto, visto che un amico mi ha appena regalato una registrazione inedita di De André a Ravenna risalente al 1984, posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/2010/07/15/adoro-lodore-del-napalm/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ormai ci siamo. Come sanno i sostenitori degli <a title="Artenovecento" href="http://www.artenovecento.net" target="_blank">Artenovecento</a>, il <strong>18 Luglio</strong> all&#8217;alba suonerò sulla spiaggia 60 di <strong>Riccione</strong>. Si tratta di una bella sfida e non vedo l&#8217;ora di godermi le reazioni del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, visto che un amico mi ha appena regalato una registrazione inedita di De André a Ravenna risalente al 1984, posso rubare a Faber una battuta che disse in quell&#8217;occasione, e cioè che sicuramente avremo il merito di far dormire bene qualche persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di poter salutare anche qualche lettore di questo blog a Riccione! E se proprio non venite per la musica, venite almeno per i bomboloni gratis alla fine del concerto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Posso stuprarti un pò?</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/06/20/posso-stuprarti-un-po/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 17:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>

		<category><![CDATA[reato sessuale lieve]]></category>

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Apprendo, con tardivo ma certo non colpevole ritardo, del famigerato emendamento 1.707 alla già vituperabilissima Legge Bavaglio. L&#8217;emendamento, promosso da un manipolo di fantasisti del Pdl, propone l&#8217;introduzione del &#8220;Reato sessuale lieve nei confronti di minore&#8221;, ossia una forma di stupro leggera sulla quale si può tutto sommato sorvolare.
Quali siano le caratteristiche di questa fattispecie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VOLwQ7Qlxr4&amp;rel=0&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/VOLwQ7Qlxr4&amp;rel=0&amp;fs=1" wmode="transparent" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Apprendo, con tardivo ma certo non colpevole ritardo, del famigerato emendamento 1.707 alla già vituperabilissima Legge Bavaglio. L&#8217;emendamento, promosso da un manipolo di fantasisti del Pdl, propone l&#8217;introduzione del <strong>&#8220;Reato sessuale lieve nei confronti di minore&#8221;</strong>, ossia una forma di stupro leggera sulla quale si può tutto sommato sorvolare.</p>
<p>Quali siano le caratteristiche di questa fattispecie di non-reato non è dato saperlo. Ma per fortuna ci è dato di sapere chi ha firmato la proposta di emendamento, così possiamo chiederlo direttamente a loro. Ecco la formazione dell&#8217;<strong>Atletico Bulicio</strong>:</p>
<p><span id="more-425"></span></p>
<p><strong>Maurizio Gasparri (Pdl)</strong><br />
Sregolatezza senza genio. Ovunque ci sia una mischia lui c&#8217;è, e se ne esce sempre con una cazzata ciclopica.<strong></strong></p>
<p><strong>Federico Bricolo (Lega Nord)</strong><br />
Estremo difensore del crocifisso. Ha proposto il carcere per chiunque lo rimuova da un edificio pubblico.<strong></strong></p>
<p><strong>Gaetano Quagliariello (Pdl)</strong><br />
Mio grande amico. Da consigliere per gli Affari Culturali del Senato, carica ricoperta dal 2001 al 2006 ha dichiarato: <em>&#8220;Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita. Prima ero un tranquillo professore&#8221;</em> (<a title="Quagliariello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Quagliariello" target="_blank">wikipedia</a>).</p>
<p><strong> Roberto Centaro (Pdl)</strong><br />
Oggetto misterioso della formazione. Un voyeur.</p>
<p><strong>Filippo Berselli (Pdl)</strong><br />
Grande chiavatore. Ha esordito nel mondo del sesso con un puttantour (ipse dixit).</p>
<p><strong>Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)</strong><br />
Centravanti di sfondamento della promiscuità razziale. Appena trova l&#8217;occasione tenta di metterlo in culo a quelli che si azzardano a chiedere un matrimonio misto.</p>
<p><strong>Sergio Divina (Lega Nord)</strong><br />
Nobile virgulto di italica speme. Non usa parole sue, ripete direttamente quelle del duce: <em>&#8220;i trentini sono cani ringhiosi che capiscono solo la  logica del bastone“</em>.</p>
<p>Per la cronaca, l&#8217;emendamento è stato ritirato. Ma dopo la legge Bavaglio, ci vorrebbe una bella Legge Catenaccio che permettesse di legarli tutti. Chiaro che non avverrà, di questo vergognoso emendamento non si sentirà più parlare, l&#8217;Atletico Bulicio resterà in serie A, e noi rimarremo al 72° posto nel mondo per la libertà di informazione*.</p>
<p><em>* Anche se Berlusconi ha dichiarato che la classifica non è attendibile perché davanti a noi ci sono, anzi, VI sono, anche diverse dittature.</em></p>
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		<title>Cos&#8217;è il genio?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
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Melandri parlando del Perozzi: “Che cos&#8217;è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d&#8217;occhio e velocità di esecuzione.”Amici Miei - Mario Monicelli
Onore e gloria al Gruppo Voina che ha salutato così i servizi segreti russi e Sarkozy.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Cippa di cazzo a Sanpietroburgo" src="http://animalnewyork.com/wp-content/uploads/2010/06/bridge_piter_02.jpg" alt="" width="420" height="280" /></p>
<p>Melandri parlando del Perozzi: <em>“Che cos&#8217;è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d&#8217;occhio e velocità di esecuzione.”</em><a title="Amici Miei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei">Amici Miei</a> - Mario Monicelli</p>
<p>Onore e gloria al <a title="Gruppo Voina" href="http://www.boingboing.net/2010/06/16/russian-art-group-vo.html" target="_blank">Gruppo Voina</a> che <a title="Vandali a Sanpietroburgo" href="http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_17/russia-graffito-pene-ponte-san-pietroburgo_19a6595c-7a0c-11df-b10c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">ha salutato così</a> i servizi segreti russi e Sarkozy.</p>
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		<title>Piccolo promemoria d&#8217;Azione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 22:28:20 +0000</pubDate>
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&#8220;Pesci avvelenati in mezzo al mare.
Questo il presidente non lo sa&#8221;.
Baustelle - I Mistici dell&#8217;Occidente
I Mistici dell&#8217;Occidente - Warner, 2010
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<p><em>&#8220;Pesci avvelenati in mezzo al mare.<br />
Questo il presidente non lo sa&#8221;.</em><br />
<a title="Baustelle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baustelle" target="_blank"><strong>Baustelle</strong></a> - <em><a title="I Mistici dell'Occidente" href="http://www.youtube.com/watch?v=KZcf8mdZfEw">I Mistici dell&#8217;Occidente</a></em><br />
<a title="I Mistici dell'Occidente" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_mistici_dell%27Occidente" target="_blank">I Mistici dell&#8217;Occidente - Warner, 2010</a></p>
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		<title>Felice il paese che non ha bisogno di eroi</title>
		<link>http://www.perablog.com/2010/06/04/felice-il-paese-che-non-ha-bisogno-di-eroi/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 19:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[peraPensiero]]></category>

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Lo diceva Bertold Brecht, è una frase arcifamosa, ma ogni tanto c&#8217;è bisogno di ripeterla, viste le sparate della Platinette di Palazzo Albornoz.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/2010/06/04/felice-il-paese-che-non-ha-bisogno-di-eroi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Lo diceva Bertold Brecht, è una frase arcifamosa, ma ogni tanto c&#8217;è bisogno di ripeterla, viste le <a title="Celletti Zani" href="http://romagnaoggi.it/cesena/2010/6/4/163043/">sparate</a> della <a title="Celletti" href="http://www.antonellacelletti.com/">Platinette di Palazzo Albornoz</a>.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di ricordala, perché quando ci appelliamo ad un eroe, lo acclamiamo o lo invochiamo, ci poniamo in una precisa condizione esistenziale: quella dello stronzo che guarda in alto e vede la mano di papà suo sullo sciacquone. A quel punto solo un miracolo ci può salvare dalla fogna. Ecco allora che si cerca un eroe.</p>
<p><span id="more-403"></span><strong>In Italia purtroppo siamo abituati a far la parte degli stronzi</strong>. Basta che un compratriota qualsiasi vada in guerra a farci vedere <a title="Quattrocchi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Quattrocchi">come muore un italiano</a>, e siamo pronti a portare la mano al petto, issare il tricolore, e proclamarne la santa eroicità. Eppure si sa che in guerra si muore, perché mai il morire dovrebbe rendere un militare così eroico? Eppure sono sicuro che A.C., così come tanti altri, lo annovererebbe tra &#8220;i nostri ragazzi&#8221;, &#8220;i nostri eroi&#8221;.</p>
<p><strong>Ma non siamo altrettanto stronzi quando a rimetterci la pellaccia sono persone che non sono affatto andate in guerra</strong> o che, se lo hanno fatto, hanno clamorosamente ciccato il calcolo degli armamenti. Probabilmente nella biblioteca di bordo della <a title="Mavi Marmara" href="http://www.google.it/#q=mavi+marmara&amp;hl=it&amp;prmd=nlv&amp;source=univ&amp;tbs=nws:1&amp;tbo=u&amp;ei=AEQJTIHpFaTc_QbW7an0Dw&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;ct=title&amp;resnum=1&amp;ved=0CCMQsQQwAA&amp;fp=65a6bf0c663f5a44">Mavi Marmara</a> non c&#8217;è il <a title="Della Guerra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Della_guerra" target="_blank">Vom Kriege</a> di <a title="Carl von Klausewitz" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carl_von_Clausewitz">Carl von Klausewitz</a>, altrimenti l&#8217;equipaggio non sarebbe andato all&#8217;assalto dell&#8217;<a title="IDF" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tzva_HaHagana_LeYisra%27el" target="_blank">IDF</a> con i bastoni. Eppure - sostiene la Celletti - lo dovevano sapere che stavano forzando un blocco marittimo imposto da Israele. Di cosa si lamentano se gli hanno sparato addosso? Non c&#8217;è proprio nulla di eroico nel difendersi a bastonate da una raffica di pistolettate.</p>
<p>Ecco. Quelli che muoiono da italiani - <a title="Celletti delirium" href="http://romagnaoggi.it/cesena/2010/6/4/163043/">dice la Celletti</a> - sono eroi. Gli altri sono dei pacifondai.</p>
<p>Non voglio dilungarmi sul decidere quale sia la condizione esistenziale della Celletti. Mi limito a constatare che potrebbe porsi altri problemi, invece di chiedersi se Manuel sia o meno un eroe.</p>
<p>La vasta copertura mediatica giustamente dedicata dai media nazionali e locali nei confronti di tutti i membri della Flottiglia, è come minimo giustificata dall&#8217;umana apprensione per quelli che per gli italiani sono &#8220;concittadini&#8221;, e per alcuni anche &#8220;familiari&#8221;, &#8220;amici&#8221;, &#8220;conoscenti&#8221;, &#8220;persone care&#8221;.</p>
<p>La signora Celletti potrebbe cercare di chiedersi se il blocco su Gaza sia umanamente giusto o meno, anche e soprattutto in senso occidentale, visto che le piace tanto questa parola, e visto che la civiltà sta dalla nostra parte.</p>
<p>E invece la Celletti fa il giochino dell&#8217;eroe e anzi, dice che l&#8217;eroe è un fesso, perché si fa strumentalizzare dagli integralisti islamici turchi. Quindi, praticamente, alla fine della fiera la Freedom Flottiglia sarebbe una specie di Armata Brancaleone di incoscienti che vanno in guerra coi bastoni senza nemmeno sapere il perché, e proprio per questo, secondo A.C. non ci sarebbe nulla di eroico in quello che ha fatto, o meglio, sta facendo, visto che la <a title="Rachel Corrie" href="http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_04/israele-gaza-freedom-flotilla-nave-rachel-corrie-iran_b0393834-6fb3-11df-b547-00144f02aabe.shtml">Rachel Corrie</a> è tutt&#8217;ora in viaggio verso Gaza.</p>
<p>Nonostante l&#8217;interessante tesi della Celletti, questa Armata Brancaleone ha ottenuto per ora il consenso quasi unanime delle nazioni di tutto il mondo, ha probabilmente aperto una crepa nel muro di apartheid costruito da Israele, ha dato il via all&#8217;ondata finale che spazzerà via la vergogna della guerra permamente in Palestina.</p>
<p>Se tutto questo l&#8217;hanno fatto dei non-eroi, forse allora non abbiamo veramente bisogno di eroi. E meno male. Però io mi guardo e mi leggo intorno, e mi sento lo stesso nella merda.</p>
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		<title>Manuel Libero!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pera</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amici]]></category>

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		<description><![CDATA[
A modo mio, ma prego.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perablog.com/2010/06/01/manuel-libero/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>A modo mio, ma prego.</p>
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