Ecco chi è stato!

Sabato 21 Agosto 2010 | peraPensiero

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Questa mattina mi son svegliato, e ho trovato l’invasor. Nel bel mezzo della goduria di un gran cereale inzuppato nel the, suona il campanello; praticamente un bis(coito) interrotto. Chi può essere se non loro? Le ardimentose staffette di Geova!

Esco un po’ contrariato lasciando il gran cereale a liquefarsi nel the bollente e le vedo, in tutta la loro cotonata sicumera. Due arzille vecchiette in tipico assetto da imbonimento religioso, mutuato negli anni 80 dalla Vorwerk o da AMway o da qualche altro colosso della vendita porta a porta, e mai più rinnovato. Per fortuna.

Le riconosci subito perché ce n’è una davanti col sorrisone e la Torre di Guardia che sbuca dalla borsetta, orpello che nel Regno dei testimoni deve avere lo stesso valore de il Manifesto che fa capolino dalla tasca dell’Eskimo. Quella dietro riposa il sorriso perché probabilmente fanno a turno per non anchilosarsi le mandibole, ma è vigile e accondiscendente, pronta a correre in soccorso della prima linea, o ad aprire il varco verso la fuga in caso di ritirata.

Le mie intenzioni, nonostante la blasfema interruzione della sacra colazione, non sono bellicose. O almeno non lo sarebbero. Ma ad un metro dall’artiglieria mi accorgo di essere vestito nella maniera più sconveniente. La maglia degli Skiantos parla per me: “Dio ci deve delle spiegazioni”.

Vedo la citazione della mia maglietta riflessa negli occhi del nemico. So che l’ha letta, ma non abbassa la guardia e continua a puntarmi il sorrisone dritto in faccia, aprendomi gli occhi su miraggi di ponti infra-molari e capsule dorate. Fa finta di niente, è chiaro. Ma non ci casco, sulla capsula dorata oggi scriverò il suo nome, non il mio.

L’apertura è delle più classiche: “Buongiorno! Posso lasciarle una cosa da leggere?”. Fingo di non aver capito con chi ho a che fare, scruto la mano che estrae La Torre di Guardia dalla borsetta, poi passo all’attacco con un: “Ah, ok, si la conosco! Ma non mi interessa!”, e rispondo al fuoco con un sorrisone altrettanto convinto.

La prima linea non vacilla. Sa benissimo cosa aspettarsi da un capellone con la maglia degli Skiantos. Come minimo devo essere un cretino che non ha mai letto un libro in vita sua. E infatti parte con la seconda carica d’artiglieria: “Ma lei lo conosce Gesù?”.

Ok, ci siamo. Scatta il confronto vero e proprio. A questo punto giochiamo a viso scoperto, ma ancora per un turno voglio far credere loro di essere un coglione. Ci riesco, perché la seconda linea non reagisce minimamente e tiene il sorriso a livello di guardia, ad un metro buono di distanza. Si limita ai cenni della testa. Oggi non faccio prigionieri, ce n’è anche per lei.

“Come dice? Se conosco Gesù? Beh.. quel tanto che basta… comunque non sono credente”. A queste parole la seconda linea entra in allarme: si avvicina di mezzo metro, distacca le mani, prima intrecciate in una sorta di preghiera in stand by, e porta una mano alla borsa e una alla bretella della stessa. Non ci sono dubbi, sta per estrarre la Torre di Guardia anche lei.

Non ho molto tempo da perdere e a questo punto ogni frazione di secondo può essere fatale. Se cominciano a sparare in due è finita.

La probabilità di successo di un pistolero nei film di Sergio Leone, dipende da un certo acume psicologico, oltre che dalla rapidità nell’estrarre la pistola dal fodero. Lo sguardo di Lee Van Cleef era lo sguardo di chi sapeva di fare paura, protetto dalla scia di sangue che lo seguiva e dalla conseguente fama di bastardo patentato. Eli Wallach faceva quasi pena, con la sua aria pasciuta e da buontempone. Eastwood non dava riferimenti, la sua imperturbabilità era la sua arma migliore.

Capisco subito di avere davanti Lee Van Cleef, e che ridicollizare la scia di sangue che lo segue sub-specie evangelizzatrice in seconda, è il modo per far crollare entrambe.

Lee è spavaldo, e con la sicurezza delle spalle coperte spara un: “Ma lo sai che Gesù è quello che ha stravolto il mondo?”.

Questo è il momento. Lee Van Cleef pensa di avermi ficcato gli occhi nel cervello e di potermi indurre al passo falso. Ma, per dirla con Wallach: “quando si spara si spara, non si parla”, e quindi colpisco la seconda linea con colpo preciso alla mano, prima che estragga la Torre di Guardia: “Ah, ecco chi è stato! Beh.. già che c’era poteva stravolgerlo un po’ meglio!”.

La seconda linea comincia toglie la mano dalla borsa e comincia ad allontanarsi. Lee Van Cleef se ne accorge e vacilla, prova con un estremo: “Ma lui ha mandato un messaggio, poi se le persone non lo ascoltano…”. Ormai ha un piede nella fossa e lo sa. Quando una donna con la Torre di Guardia incontra un uomo con la maglia degli Skiantos, la donna con la Torre di Guardia farebbe bene a cambiare strada.

Basta una spintina. E gliela do volentieri: “Vede” - indico la maglietta - “io lo ascolto il messaggio, e lo metto anche in pratica”!

La seconda linea è ormai lontana all’orizzonte, e Lee la raggiunge con un laconico: “Meno male, grazie per averci risposto! Buona giornata!”.

Già, buona giornata. Non arrivederci.

Ma lo so che tornerete. D’altra parte il mondo si divide in due categorie: chi ascolta gli Skiantos, e chi scappa.

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1 commento per Ecco chi è stato!

Paolo Marani
Sabato 21 Agosto 2010

MITICO… il tuo racconto mi ha fatto letteralmente cacare sotto, sembrava una scena slow-motion, mancava solo la dolce melodia del carillion!

Vinta una battaglia, ma la guerra non è ancora finita….