J’ntremè

Martedì 10 Agosto 2010 | peraTavola, peraViaggi

Ci sono parole che contengono un fascino recondito. Potrebbero benissimo non avere alcun significato, essere assolutamente astratte da qualsiasi oggetto o concetto, ma sarebbero comunque bellissime da pronunciare, e porterebbero un vento di suggestioni tale da farci sognare ad occhi aperti.

J’ntremé è una di queste parole. Ha un sapore un pò arabo, un pò italo-meridionale, sicuramente mediterraneo. Come sia arrivata sui monti della Marsica, dove l’ho conosciuta, nessuno lo sa. Il suo significato però ha un sapore ben più definito rispetto ai mondi possibili che evoca. Lo J’ntremé è un piatto tipico di Gagliano Aterno (AQ), piccolo gioiello di paese in cui ho avuto il piacere di suonare con i miei Artenovecento. Trattasi di corata d’agnello con peperoni verdi e sedano, tutto tagliato in piccolissimi pezzetti, e cotto in pentola con olio, aceto e aromi vari. Ennesima magia di questo Abruzzo che non smette di stupirmi tutte le volte che ci torno. Ennesimo ricordo che porto a casa, assieme al desiderio di tornare presto in quella che sento sempre più come la mia dimora ideale.

In caso sospettiate che questo sia uno spot per invitarvi a visitare l’Abruzzo, l’Aquila e tutti i paesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, vi tolgo il dubbio: questo è esattamente un invito a farlo. Non esiste berlusconi che possa rimettere in piedi una città distrutta, servono solo Italiani che portino affetto, e purtroppo anche soldi, alle attività locali, attraverso il turismo e l’amore per una regione che non teme paragoni con nessun’altra blasonatissima località, a partire dalla Toscana. Armatevi di rispetto e andateci!

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