Bentivoglio Angelino

Giovedì 19 Novembre 2009 | peraComix, peraPensiero

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Lo confesso. Io amo Angelino Alfano. Il mio è un amore viscerale, sincero, che coinvolge la mia persona sotto il profilo culturale, politico, musicale, gastronomico, ortopedico, sessuale, astronomico, biografico, esistenziale, verticale, orizzontale, maestrale, corticale e che infine interessa, ovviamente, il mio punto di vista su ogni affare giuridico.

Un caro amico ama ogni tanto ricordare un poeta defunto, il quale chiese di scrivere sulla propria lapide questo singolare epitaffio:

“Passò tutta la vita con le minoranze. Ora è tra i più, ma non è d’accordo”.

Ebbene chiunque si riconosca in questa affermazione, così come mi riconosco io, non può non amare Angelino Alfano. Da quando è cominciata l’apnea senza fine della cosiddetta sinistra non c’è più nessuno in Italia che si occupi delle minoranze quanto lo sta facendo lui, nemmeno a parole.

Tutti i fuoriusciti dell’ex PC, i riciclati del PD, perfino la DC non facevano altro che mettersi dalla parte dei bisognosi, come fossero dei minus habens necessitanti di aiuto e incapaci di difendersi dalle scosse del capitalismo. Ora che il vento della rivoluzione socialista si è apparentemente fermato, e che il sacro vincolo cristiano della famiglia ha cessato di fungere da ammortizzatore sociale, come faranno le minorate minoranze a tirare avanti? Chi li difenderà?

Li difenderà lui! Angelino! Perché di Alfano si può dire tutto meno che non ami le minoranze. Delle maggioranze non gliene frega proprio una cippa.

Ci sono migliaia e migliaia di lavoratori senza lavoro, senza stipendio, e senza nessuno che gli spieghi esattamente per quanto tempo ancora dovranno far finta di credere alla foglia di fico della crisi, con la quale il mercato protegge le sue vergogne.

E il problema del lavoro si porta dietro tutta una slavina di drammi correlati: i figli, le famiglie, gli immigrati, gli anziani, le persone con disabilità, i malati, la delinquenza (per non parlare degli ausiliari del traffico) vivranno le poche decine di anni che ci è concesso vivere come le lumache, fuori e dentro dal guscio di una libertà che non hanno.

E guardate che migliaia di migliaia di persone sono davvero tante! Quando si mettono a spingere, a manifestare a chiedere pane è difficile rimanere impassibili e obiettivi. Fare il politico è complicato, ed essere uomini di governo è ancora peggio. Bisogna avere i maroni coi cingoli per mantenere l’equidistanza richiesta dal ruolo istituzionale, non si può cadere in balia delle richieste della prima milionata di persone che si lamenta.

E Angelino è così. E’ l’uomo giusto. Perché con tutti i problemi della maggioranza degli Italiani, lui tira dritto e si occupa soltanto della vera minoranza del paese: i carcerati, i giudicati, i condannati, i processati, gli esiliati. Anzi, ancora meglio! Di questa manciata di persone vessate dalla mala giustizia lui prende in cosiderazione soltanto l’1%. Non è mica un uomo di parte lui! Al massimo di una parte di parte, ma di una parte intera no!

Non mi credete? Beh.. leggetevi i giornali prima di criticare il mio amore (ma sarà poi amore?) per Il Subcomandante Alfano.

Proprio oggi, Angelino ha avuto il coraggio di urlare in faccia alla pletora di mangiapane a tradimento, operai cassintegrati, pensionati, immigrati, calunniati, malati, drogati, neri, comunisti, ebrei, trans e froci che la sua legge non interesserà che l’1% dei processi pendenti contro di loro. Tenuto conto che l’1% dei processi riguarda quasi totalmente Silvio Berlusconi, praticamente la legge non interesserà nessuno di loro. E si sa, niente a nessuno è il massimo dell’uguaglianza.

Quindi viva la nuova legge sulla prescrizione, unico vessillo rimasto in piedi a difenderci dalla tirannia dopo la caduta del muro di Berlino!

Alfano fuggiamo insieme, ti porto in Via Gradoli!  BENTIVOGLIO ANGELIIIIIINOOOOOOO! TU SEI TUTTO PER MEEEEEE!

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