Ancora Abruzzo, da Santo Stefano a Navelli
Ci sono ricascato. Dopo la minivacanza di Settembre ho sentito il bisogno di ritornare in Abruzzo. Questa volta per festeggiare gli ultimi giorni del 2008 e salutare i primi del 2009.
Di questa seconda minivacanza porterò nel cuore le parole di Emidio (guai a chiamarlo Signor Emidio) proprietario del Residence Belvedere nel quale ho alloggiato assieme ad Angela, Mirco, Silvia, Camilo, Juanita e Alex. Ricorderò l’ospitalità di Geppetto e della famiglia, che nella loro bettola ci hanno sfamato per tre giorni consecutivi con una qualità e una quantità piuttosto rare. Ogni volta che ne avrò bisogno ritroverò un po’ di pace pensando alla piana di Campo Imperatore innevata a perdita d’occhio, o ai vicoli e le pareti di Santo Stefano di Sessanio; se io fossi una casa sarei sicuramente fatto di quelle pietre.
Tutte sensazioni antiche, già vissute in senso storico e biografico. Ma sempre nuove. Qualcosa in fondo al cuore mi dice che non mi stancherò mai di tornare in questi posti, che non smetterò mai di scoprirne nuovi aspetti e di innamorarmene lentamente.
L’Abruzzo, come gli Abruzzesi, è così. Si lascia conoscere piano piano. Senza fretta ma non senza volontà di comunicare. Francamente tra i tanti modi di entrare in empatia è quello che preferisco. Può capitarti di osservare da lontano un colle, un paese, un monte per intere giornate senza capirlo. Poi al momento giusto, con la luce adatta e l’attenzione dovuta, quello stesso luogo diventa parte di te. Così come, poco a poco, gli scambi di parole tra abitante e turista si trasformano in un rapporto di fiducia basato su un amore condiviso per quei luoghi.
Ma c’è stato anche del nuovo. E che nuovo. Questa volta ho cominciato a scoprire Navelli, un paese vivo e morto al contempo. Ancora non l’ho capito, anche a causa del diluvio che, peraltro, mi ha impedito di fare foto. Infatti dovrò tornarci. Nonostante le intemperie mi sono soffermato a leggere le parole di Pasolini che qualche illuminato ha appeso ovunque, e che danno voce alle rovine del borgo medievale. Queste poche righe sono secondo me la chiave giusta per interpretare Navelli. Le ho trascritte sulla Moleskine riparandomi alla meglio dalla pioggia battente, ed ora vorrei donarvele, assieme a qualche foto trovata in rete.
Quel borgo nudo al vento,
osso dell’esistenza quotidiana,
pura, per essere fin troppo prossima,
assoluta, per essere fin troppo umana.Stupenda e misera città
che mi hai fatto fare esperienza di quella vita:
fino a farmi scoprire ciò che, in ognuno, era il mondo.Piange ciò che ha fine e ricomincia.
Piange ciò che muta, anche per farsi migliore.
Pier Paolo Pasolini
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8 commenti per Ancora Abruzzo, da Santo Stefano a Navelli
Felice di sapere che la mia regione ti sia piaciuta. Hai scoperto uno dei posti più belli. Spero tu sia riuscito a visitare Calascio e la sua Rocca. Un panorama unico e suggestivo. Attraversare, partendo da lì, Campo Imperatore, fa venire i brividi. Temo, però, che in questo periodo la neve non permetta l’esperienza. La prossima volta, però…
Carissima elenamaria,
ho visitato Calascio ben 2 volte. Con e senza neve, perché volevo vedere la differenza del paesaggio. Purtroppo entrambe le volte ho avuto poco tempo e non sono riuscito a concedermi grandi camminate/traversate. Comunque Campo Imperatore me lo sono fatto tutto in auto ed è stata un’esperienza unica.
Mi piacerebbe molto farmici un giro a cavallo la prossima volta.. magari accompagnato da una esperta locale. Che ne dici?
Posso chiedere alle amiche dei miei figli una volontaria. Sicuramente ce ne sarà più di una disposta ad accompagnarti. Io, sai, potrei fratturarmi un femore. Ihihihih… mAH, C’è ben poco da ridere, però. Comunque se torni in Abruzzo fammi sapere. Non ti accompagnerò in giro a far l’amazzone ma quaalche consiglio, da vecchia locale, potrei dartelo. Ciao, buona settimana.
Tutti i consigli che ti vengono in mente! Tornerò quasi di sicuro quest’estate, probabilmente per fare un concerto a Santo Stefano di Sessanio. Ma non voglio dirlo troppo forte, sarebbe un sogno!
Nel caso tu e la tua famiglia avrete un posto in prima fila :).
[...] base s [...]Pera on Baustelle - L’uomo del secoloTi ringrazio di cuore, in ques [...]Pera on Ancora Abruzzo, da Santo Stefano a NavelliTutti i consigli che ti vengon [...]elenamaria on Baustelle - L’uomo del secoloGrandi, i tuoi [...]
[...] appena telefonato ad Emidio (o “Signor Emidio” per chi vuole un cazziatone), proprietario del Residence Belvedere di Santo Stefano di Sessanio. Il [...]
Lunedì 15 Marzo 2010
salve!! ho trovato il suo blog cercando tramite motore di ricerca la poesia di pasolini..nei miei viaggi a Navelli non ero mai riuscita a scorgerne le ultime due righe poichè mancanti, quindi la ringrazio per questo..
Io sono innamorata di Navelli e dell’altopiano tutto..condivido le sue parole sull’Abruzzo..sarà che sono abruzzese e mi ci ritrovo!!!
Saluti
Cara Valentina… che dire. Anzitutto che non mi devi dare del lei. Sono ancora un giovinastro.. Poi vorrei dire che sono felice di sapere che altre persone hanno colto la magia delle parole di Pasolini, uniche a dar voce alle rovine di Navelli. Fatalmente le ultime due righe sono per me le più significative (a livello personale), e tutte le volte che le rileggo sento la frusta del destino che mi prende le caviglie. Credo che pochissime persone possano capirle davvero. E non so se sia una fortuna o una sfortuna.





Venerdì 30 Gennaio 2009