Pronti, si vomita!

Giovedì 6 Novembre 2008 | peraPensiero Immagine anteprima YouTube

Siamo in piena recessione, dobbiamo mettere le pezze al culo all’Alitalia, e il governo non trova modo migliore di impiegare i nostri soldi se non quello di finanziare un inutilissimo spot militarista in occasione delle celebrazioni del 4 novembre festa delle forze armate.

Io mi sono anche imbattutto nella puntata ad hoc di Porta a Porta e per poco non vomitavo. E’ stato sconvolgente vedere quel pezzo di merda di La Russa gioire come un bambino mentre Ruggeri (oddio povero Enrico, e pensare che ti ascoltavo tanto volentieri), intonava il suo personalissimo inno agli eroi di guerra. Una retorica degna del libro Cuore: mancava solo il plastico della piccola vedetta lombarda che cade dalla quercia come un tordo e sarebbe stata un’opera d’arte totale di livello wagneriano.

In una intervista quella specie di “macchietta nera” di La Russa ha anche avuto il coraggio di dire che i costi dell’operazione sono stati “contenuti”. Secondo Iggggnnazzzzzio 800 mila euro sono un costo contenuto, magari considerando i 650.000 morti delle trincee del Trentino dico io, sono poco più di 1,30 euro pro-capite. In questo caso si, è davvero poco. Vien da dire quasi che forse era meglio spenderli per evitar di dover dire altre 650.000 volte “Grazie ragazzi”.

E invece tutto questo lassismo nei confronti delle spese effettuate per l’onore della patria va a sommarsi, oltre ai tagli all’istruzione pubblica di ogni ordine e grado, al decurtamento dei fondi a un altro settore di importanza cruciale per il futuro del paese: il Servizio Civile Volontario.

Il Servizio Civile Nazionale, istituito con la legge 6 marzo 2001 n° 64 ed esclusivamente volontario dal 1° gennaio 2005 è la conquista di chi col rifiuto della leva, il carcere, l’obiezione di coscienza ha aperto gli occhi al legislatore rispetto al significato del “dovere di difesa della patria” sancito dall’articolo 52 della Costituzione.

Lo so, l’espressione “difesa della patria” è ben poco felice, e puzza un po’ di nazionalismo. In effetti non si può non considerare che la nostra Costituzione nasce all’indomani della II Guerra Mondiale, nonché alle porte della Guerra Fredda. E’ quindi normale che il concetto di salvaguardia della patria si riferisse prevalentemente alla difesa dei confini, del territorio dello Stato.

I disertori, gli obiettori, ed oggi i volontari difendono la patria in un modo più moderno, lavorando per la condivisione di valori comuni, la solidarietà e la difesa non tanto da quanto sta fuori dai confini, ma di quanto ci sta dentro.

Invece di giocare ai soldatini, i volontari del servizio civile forniscono assistenza, partecipano ai piani della protezione civile, difendono l’ambiente e patrimonio artistico e culturale, promuovono l’educazione e la cultura di pace in Italia come all’estero. L’idea alla base di queste attività è che i pericoli per una nazione moderna come la nostra non arrivino dall’esterno, come certa televisione vuole farci credere, e neanche dallo straniero; bensì dal degrado culturale e dalla scarsa capacità di affrontare i problemi sociali con il giusto equilibrio, evitando l’insorgere di emergenze recuperabili solo col falso rimedio del capro espiatorio.

E’ grazie all’iniziativa dei volontari (del servizio civile nazionale e non) che una considerevole fetta della popolazione nazionale riceve servizi indispensabili senza i quali l’Italia dovrebbe attrezzarsi con slum modello Bombay. Parlo degli immigrati, degli anziani, delle persone disabili, così come dei minori senza famiglia.

Evidentemente il progetto del governo Berlusconi è quello di soffocare anche questo tipo di humus culturale, magari in prospettiva di passare tali servizi al privato sociale, con la sequela  di mazzette, favoritismi e mafietteria varia che tale deriva comporterebbe in un paese come l’Italia.

Non si parla di tagli da poco. Dai 299 milioni stanziati per il 2008 dal precedente esecutivo si passa ai 171
previsti nella Finanziaria 2009: un taglio del 42%, il peggiore della storia della breve storia del servizio civile nazionale. Considerato poi che l’esperienza del Servizio Civile così com’è stato impostato in Italia rappresenta un caso più unico che raro di buona amministrazione oggetto di studi da parte di stati europei del calibro di Francia e Germania, viene veramente voglia di andare da La Russa, fargli un bel rutto in faccia, ed emigrare all’istante.

Sempre a proposito delle spese pazze pro-militaria il povero Ignazio a un certo punto ha dichiarato che “…queste cose non si misurano con il centimetro dell’euro”. Infatti, si misurano col metro della vergogna.

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