Bentornati studenti!

Giovedì 30 Ottobre 2008 | peraPensiero

Il decreto EnteroGelmini appena approvato è già riuscito in imprese di spessore notevolissimo. Passi l’imponente mobilitazione studentesca in giro per l’Italia, passi l’ennesima invasione di Roma da parte dei milioni di manifestanti. Passi perfino la miracolosa reazione antigovernativa del Blocco Studentesco, formazione della nuova destra che proprio questa banda di incapaci piazzisti non riesce a farsela piacere.

Ma quella di resuscitare un movimento ormai decomposto come quello studentesco a Cesena è una magia da David Copperfield del sociale. Proprio questo ho pensato quando stamattina sono arrivato in barriera col mio bravo McBus ed ho felicemente scoperto che l’incrocio era sbarrato dal corteo anti-Gelmini.

Così strappato dal torpore di una mattina come tante altre, non ci ho pensato due volte e mi sono infilato tra i manifestanti per dare man forte ai cori.

E via di “Non paghiamo i vostri stipendi”, “Gelmini vaffanculo”, “la Giulia fa i bocchini”, “Chi non salta Berlusconi è, è”, fino a Piazza del Popolo.

Qui si è tenuto un piccolo dibattito guidato dai rappresentanti degli studenti di Liceo Scientico, Macrelli, Ragioneria e probabilmente altri istituti che al momento non ricordo. Le ragioni della protesta sono arcinote e non le approfondirò qui: si va dalla preoccupante emorragia di finanziamenti ed assunzioni che colpirà l’istruzione pubblica nei prossimi 10 anni, alla incomprensibile proposta di integrare gli studenti stranieri mettendoli in classi separate, per finire con i giustissimi parallelismi tra le repressioni fasciste e il pugno di ferro mostrato da Berlusconi per spezzare con la paura il movimento studentesco.

Tutto sicuramente molto avvolto dal romanticismo del giovane manifestante, ma per Cesena questo è davvero già tantissimo. Peccato che il Baffo Conti non abbia perso l’occasione per un siparietto, accompagnato da studenti zompettanti e contenti di essere riusciti nell’impresa di portare il sindaco al megafono. E lui cos’ha detto? Che gli studenti devono essere orgogliosi di quello che stanno facendo, che hanno capito già da soli dove sia l’errore di questa riforma “che non è una riforma”, e così via verso un un crescendo pilotato stile bomba intelligente fino al climax “l’amministrazione comunale è con voi”.

Benissimo! Come?

Tanto per incominciare qualcuno dovrebbe dire agli studenti che il loro sindaco fa consigli comunali a porte chiuse per evitare fughe di notizie sui malori alla Amadori, un tema drammatico per la nostra città. Qualcuno dovrebbe dirlo loro perché tra i manifestanti magari ci sono anche figli di operai Amadori. E siccome l’amministrazione comunale è con loro, dovrebbe esserlo sempre, non solo quando c’è da tirare l’acqua al proprio mulino, nel proprio giardino per giunta.

Poi bisognerebbe ricordare agli studenti che quando col beneplacito dell’amministrazione comunale molti di loro hanno usufruito dell’offerta McBus per abbonarsi ad ATR, hanno aderito ad una campagna di cui il l’amministrazione comunale stessa si è pentita, con ritardo gigantesco, appena dopo il termine della campagna abbonamenti.

Visto che poi gli studenti si sono giustamente ricordati di far notare alla cittadinanza che da anni loro si integrano autonomamente con i loro compagni stranieri senza il bisogno di classi speciali, sarebbe poi interessante chiedere loro cosa ne pensano del fatto che il loro sindaco Conti non permette ad alcuni loro compagni di avere una Moschea in cui pregare.

Quindi se oltre ad andare a parlare al megafono l’amministrazione comunale non chiarisce in che modo è dalla parte degli studenti, io propongo di cominciare col considerare che non si amministra una città a compartimenti stagni. Ogni scelta deve essere coerente con un disegno politico unitario. Se io appoggio Amadori nelle sue scelte di mancato adeguamento degli impianti industriali a costo della salute degli operai, non posso il mattino seguente andare a fare il pagliaccio davanti a studenti incolpevolmente disinformati a dire che sono dalla loro parte.

Dalla loro parte ’sta ciolla! Diciamo piuttosto dalla parte delle aziende che “ufficialmente” muovono l’economia cittadina. L’unica speranza per gli studenti di Cesena è di avere un futuro lavorativo minimamente dignitoso o paraculato presso uno dei tanti potentati economici della nostra piccola grande città, sopportando ovviamente le vessazioni e le ingiustizie che questa amministrazione (e presumibilmente la sua futura appendice lucchiana) non è in grado di affrontare. In alternativa gli studenti cesenati dovranno fare come molti altri: andarsene.

La verità è che con l’amministrazione comunale di adesso dalla loro parte, gli studenti di Cesena possono aspirare al massimo a diventare le future braccia di quelle aziende che “ufficialmente” muoveranno l’economia della città anche nel prossimo futuro. Quelle stesse aziende che grazie al decreto Gelmini a breve finanzieranno l’università di Cesena e faranno sì che sforni teste in grado di ragionare solo e soltanto come vuole il mercato.

Ecco come si chiude il cerchio, ed ecco perché stamattina non ho applaudito Conti. Detto questo mi piacerebbe vedere se il 22 novembre il nostro sindaco verrà a parlare al megafono anche alla manifestazione antirazzista che si terrà a partire dalle 9:00 con ritrovo presso la Stazione FS di Cesena. Anzi, direi che questo è un invito. Dato che gli studenti sono stati avvisati probabilmente ci saranno anche loro quel giorno ed avranno modo di fare le loro considerazioni in autonomia.

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1 commento per Bentornati studenti!

[...] non è questo il punto. Leggevo l’altro giorno un’interessante riflessione dell’amico Matteo Peraccini sul “ritorno degli studenti“, almeno a Cesena, e sulle stremuntalizzazioni che Sindaco [...]